Gli armatori chiedono riserbo e rispetto privacy per le famiglie degli ostaggi: nell’equipaggio ci sono 6 siciliani 

la nave "Enrico Ievoli"

Nelle ultime ore nessun contatto né radio né satellitare tra la compagnia armatrice napoletana Marnavi e la motonave “Enrico Ievoli”, sequestrata da un gruppo di pirati mentre era in transito al largo delle coste dell’Oman. La “Ievoli” era salpata dagli Emirati Arabi alla volta della Turchia, ma è stata bloccata dai banditi verso un punto di incontro con un convoglio cinese in navigazione verso la Somalia.

Già da ieri, la Farnesina ha affiancato la Marnavi nella gestione della crisi e l’unità di crisi della società armatrice è “in attività 24 ore su 24 – ha reso noto la compagnia – Le linee di comunicazione restano continuamente aperte in attesa di eventuali contatti da parte dei sequestratori e con le famiglie di tutti i marittimi imbarcati”.

A bordo dell’imbarcazione, che trasporta oltre 15mila tonnellate di soda caustica, ci sono 18 membri dell’equipaggio: sette indiani, cinque ucraini e sei italiani, tutti di origine siciliana. Tra questi anche il comandante, Augusto Musumeci, in servizio per la Marnavi da circa 20 anni, considerato dagli armatori “uomo di grande esperienza, capace di mantenere l’ordine e la calma a bordo” e sul quale si “ripone la massima fiducia”.

La società ha, inoltre, organizzato un team di supporto per le famiglie dei marittimi e ha rassicurato che il sequestro è avvenuto “senza danno alle persone dell’equipaggio”. Gli armatori hanno chiesto, attraverso una comunicazione, “scusa alle parti interessate per il riserbo che la situazione richiede nel rispetto dei sentimenti e della privacy delle famiglie coinvolte in questa vicenda”.

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