Nel rapporto demografico Istat ecco come cambia il nostro Paese: gli stranieri saranno almeno 14 milioni

aumentano gli immigrati

Le statistiche sono ormai chiarissime: l’Italia è destinata a diventare un Paese multietnico.

Lo rivela il report dell’Istat sul futuro demografico: la popolazione straniera aumenterà in modo considerevole nei prossimi anni, passando dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065, con una forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni.

Come è facile da immaginare, il più grosso contributo alla crescita della popolazione straniera nel Belpaese è dato dai nuovi nati: la prospettiva futura di nuove nascite dalle coppie di immigrati va da un valore minimo di 6,4 milioni e di un massimo di 8,6 milioni.

L’Istat rivela inoltre che non ci saranno particolari differenze fra le regioni italiane: tutte le aree dello stivale saranno interessate dal processo di crescita della popolazione straniera. Nelle regioni del centro nord si arriverebbe al doppio dell’attuale incidenza di presenze regolari: dai valori iniziali intorno al 10% si raggiungerebbero livelli superiori al 26-27%, con un picco del 29 % nel Nord-ovest.

Le regioni del Mezzogiorno si confronterebbero invece con valori più modesti di incidenza, muovendo da valori attorno al 3% per raggiungere circa il 10% nel 2065. Nel complesso, l’incidenza degli stranieri sul territorio italiano passerebbe dall’attuale 7,5 % del 2011 al 14,6 % del 2030, per raggiungere il 23 % nel 2065.

L’invecchiamento della popolazione dovrebbe invece subire una battuta d’arresto: dopo il 2059 l’età media si stabilizzerà sul valore di 49,7 anni. La quota di ultra 65enni si consolida intorno al valore del 32-33%, con un massimo del 33,2% nel 2056. Per quanto riguarda i giovani, invece, dopo il 2037 la percentuale degli under quindicenni si fermerà fino a raggiungere un massimo del 12,7% nel 2065.

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