La decisione ufficiale dopo un conclave a Messina: “nessuna polemica ma avremmo voluto altra Giunta”

Gianpiero D'Alia

L’Udc saluta Raffaele Lombardo. I vertici regionali del partito, riuniti “in conclave” a Messina in occasione del coordinamento regionale del partito, hanno deliberato la fuoriuscita dall’esecutivo.

La decisione è il frutto della riunione alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il coordinatore regionale Giampiero D’Alia, il capogruppo all’Ars Giulia Adamo, oltre ai deputati regionali Orazio Ragusa, Salvatore Giuffrida e il messinese Giovanni Ardizzone, insieme ai segretari provinciali del partito.

E la scelta di uscire dall’esecutivo si concretizza, ovviamente, con le prossime dimissioni dell’assessore di riferimento dell’Udc, Andrea Piraino, attualmente al Lavoro.

Non sono servite, quindi, le rassicurazioni del presidente Lombardo che aveva considerato “comprensibili” le critiche dell’Udc all’esecutivo, ma aveva ricondotto tutto a una questioni dei numeri. Un riequilibrio che avrebbe bilanciato il rapporto deputati-assessori tra le forze che sostengono il governo (in particolare il rapporto dell’Udc con Fli, visto che i centristi, a fronte del doppio dei parlamentari, hanno la metà – cioè uno solo – assessore ‘di area’).

E non sono servite nemmeno le rassicurazione sul turn over dei dirigenti, con la possibilità di ridistribuire gli incarichi in base al peso nell’esecutivo. Ma oggi, quel governo è più “leggero”. L’Udc sbatte la porta e se ne va.

“Andiamo via per questioni di merito, non c’è nulla di personale”. D’Alia spiega così la decisione del partito di togliere l’appoggio al governo Lombardo: “Questo esecutivo – dice – non ha la forza, la capacità di affrontare e risolvere i problemi urgenti dovuti alla crisi economica. Una crisi che ha investito tutta l’Italia, portando alla nascita di un nuovo governo, e che in Sicilia fa sentire di più i propri effetti”.

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