Guardia di Finanza: “migliaia di dipendenti pubblici indagati”. Un dirigente aveva addirittura 62 consulenze

impiego a due facce

Quando si parla di ridurre le spese dello Stato non si può prescindere dalla lotta al doppio incarico. Un dipendente pubblico che, nel migliore dei casi, trascura il proprio impiego statale per farlo a livello privato.

Nei peggiori casi, invece, sono dirigenti che magari si ritrovano ad approvare il proprio lavoro privato. E’ la dura analisi della Gdf cha ha pubblicato i risultati dell’ultimo triennio di indagini. Un danno per milioni di euro.

Stando a quanto pubblicato dal Corriere della Sera, sono almeno 3.300 i casi scoperti dalle Fiamme Gialle durante le indagini effettuate dal 2009 al 2011. Impiegati e funzionari (persino di alto livello) che attraverso il loro lavoro “esterno” hanno guadagnato in modo illecito oltre venti milioni di euro. Ma il danno per le casse statali è ancora più elevato: 55 milioni di euro.

Il superconsulente con 62 incarichi. L’avvocato con più incarichi pubblici è l’esempio più eclatante degli sprechi nazionali. Il caso è stato usato anche dal procuratore capo della Corte dei Conti della Regione Lazio che nella sua relazione inaugurale dell’anno giudiziario 2011 ne aveva parlato. Si tratta di un dipendente pubblico sotto inchiesta per un presunto danno allo Stato per due milioni e mezzo di euro. Stando alle indagini il professionista era titolare di più pubblici impieghi in contemporanea e nell’arco di qualche anno aveva inanellato ben 62 incarichi e consulenze professionali attraverso la partita iva di avvocato a lui intestata. E in tutto questo trovava anche il tempo per aprire un ristorante.

La legge permette di lavorare fuori dall’orario. Ma continuare la propria professione pur avendo un incarico pubblico non è vietato ma solo se “la pubblica amministrazione viene preventivamente messa a conoscenza e l’incarico si svolga al di fuori dell’orario di lavoro”. Questo ovviamente per evitare possibili conflitti di interesse. Ma è su questo punto che la stragrande maggioranza delle persone colte in fallo non ha voluto comunicare il secondo impiego. E nemmeno si può stabilire quale categoria professionale sia più esposta a questi rischi. Secondo le Fiamme Gialle si va infatti dagli incarichi più umili fino alle consulenze d’oro.

I casi record da migliaia di euro. Tra le ultime denunce della Gdf non può passare inosservata quella di un geometra che lavora presso una provincia ed è riuscito a portarsi a casa consulenze per 885mila euro senza avvisare i dirigenti del suo ufficio. Peccato che molti dei suoi lavori venivano autorizzati dall’ufficio presso il quale svolgeva il suo incarico pubblico. E che dire del funzionario dell’agenzia delle Entrate che dava consulenze agli “indagati” del Fisco (850mila euro l’anno). O il professore universitario che oltre alla cattedra ha portato a casa 266mila euro.

Le denunce dai privati cittadini (e dai colleghi). Alcune volte sono gli organi interni di vigilanza a segnalare i casi ma nella stragrande maggioranza, fanno sapere i finanzieri, le denunce arrivano dai privati cittadini (spesso colleghi). E quando arriva il controllo, arriva sempre anche la sanzione. Nel 2009 su 738 interventi ci sono state 738 denunce; nel 2010 su 983 interventi (boom per la richiesta di controlli aggiuntivi da parte del ministro Brunetta) le denunce sono state 1.324; nei primi dieci mesi del 2011 su 722 controlli ci sono state 1.029 denunce. Poco spazio quindi alle scuse: se il governo Monti vuole intervenire sugli sprechi, questo rapporto della Finanza dà un ottimo punto di partenza.

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