Il Tar di Catania prende tempo e tiene aperta la contesa sollevata dalla Provincia di Messina sulla gestione di Isola Bella. Il tribunale etneo, per decidere sulla richiesta di sospensiva ed eventuale definitivo annullamento dell’affidamento al Cutgana della gestione della Riserva naturale, ha chiesto infatti di acquisire vari atti regionali che hanno condotto alla scelta operata nei mesi scorsi dall’assessorato al Territorio. L’udienza, al Tar si è svolta lo scorso 21 dicembre.

La camera di consiglio, per intraprendere qualsiasi iniziativa in proposito, vuole avere a disposizione, da parte dell’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente: documentati chiarimenti sul procedimento seguito, con particolare riferimento alla valutazione di tutte le proposte di affidamento prevenute all’amministrazione regionale ed all’eventuale comparazione tra le proposte acquisite; nota assessoriale con la quale è stato individuato il Cutgana (Centro tutela e gestione degli Ambienti Naturali e degli Agrosistemi), attuale gestore, quale soggetto assegnatario; pareri della commissione legislativa competente dell’Ars.

L’assessorato regionale avrà a disposizione 30 giorni per depositare i documenti. Una volta acquisiti gli incartamenti, un’altra udienza è stata fissata per il 22 febbraio prossimo.

Il ricorso al Tar è stato presentato dalla Provincia di Messina attraverso il proprio legale di fiducia, l’avv. Marcello Scurria. L’iter in oggetto è contro l’assessorato e nei confronti del Cutgana e l’Università degli studi di Catania.

Non appena la Regione avrà prodotto gli atti richiesti, il giudice dovrà stabilire, insomma, se la Riserva dovrà continuare ad essere gestita dal Cutgana o se dovrà invece essere accolto il ricorso: in quest’ultimo caso tornerebbe tutto in gioco. La richiesta formulata dalla Provincia è quella di annullamento, previa sospensione, dell’aggiudicazione al Cutgana, ed è uno scontro che sembra, quasi certamente, destinato a protrarsi sino anche al Cga di Palermo.

Il destino dell’oasi taorminese resta ancora una volta caratterizzato da una situazione di incertezza e conflittualità. “Spettatore” interessato è, per forza di cose, il Comune sin qui confinato ai margini di decisioni che in verità dovrebbero legittimamente riguardare da vicino la città. La Provincia punta all’annullamento del decreto del 26 aprile 2011, con il quale il dirigente generale del Dipartimento Regionale dell’Ambiente approvò la convenzione tra l’assessorato e il Cutgana.

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