Il giocatore elenca le partite coinvolte nello scandalo: Palermo-Bari 2-1, Lazio-Genova 4-2 e Lecce-Lazio 2-4

Carlo Gervasoni

Nell’ultimo interrogatorio davanti al pm e in quello di venerdì davanti al Gip, il calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni, ha parlato di altre 10 partite, rispetto a quelle note alla magistratura, 3 delle quali di serie A.

Lo si è appreso alla conclusione dell’interrogatorio del calciatore del Piacenza. Gervasoni, nei due colloqui con i magistrati, avrebbe fatto inoltre il nome di una ventina di giocatori che potrebbero essere coinvolti nel giro delle partite truccate. Ha spiegato, inoltre, che delle combine di 3 partite di serie A di cui ha parlato, due sarebbero andate a buon fine.

Ecco le partite sospette: Palermo-Bari 2-1; Lazio-Genova 4-2; Lecce-Lazio 2-4: sono le tre partite ‘sospettè dello scorso campionato di serie A che, secondo quando si apprende, il giocatore del Piacenza Carlo Gervasoni avrebbe indicato ai pm nell’interrogatorio fiume di sei ore come quelle su cui si sarebbe concentrata l’attenzione dell’organizzazione che alterava i risultati. Il giocatore, a quanto è stato possibile apprendere, avrebbe sostenuto che l’organizzazione avrebbe tentato di manipolare i tre incontri, corrompendo diversi giocatori. Una versione che gli investigatori devono ancora verificare, visto che finora sono emersi solo sospetti su alcune delle squadre, ma nessuna prova. Su Lecce e Bari si era già focalizzata l’attenzione degli investigatori, mentre su Lazio, Genoa e Palermo bisognerà ora approfondire gli aspetti indicati dal giocatore nel corso dell’interrogatorio.

Dagli atti dell’inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse emerge che una dipendente della Lega Calcio di Milano aveva contatti telefonici con l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni e con il suo compagno di squadra Thomas Manfredini e i calciatori da lei ricevevano “particolari dell’inchiesta diversamente a loro sconosciuti” e ricevevano “preziosi consigli sulla strategia da riferire ai propri legali per contrastare le accuse del procuratore federale”. In alcune conversazioni, annotano gli agenti della polizia di Stato, la donna “non nasconde di poter arrivare facilmente a raggiungere gli appartenenti alla Commissione per indirizzare la sentenza in favore dei calciatori, anche se poi non emerge alcun elemento che possa avvalorare questa sua possibilità”. “È comunque indubbio – concludono gli investigatori – che la stessa, appartenendo comunque all’organo federale della Lega Calcio, possa di conseguenza facilmente riconoscere alcuni membri della Commissione giudicante”.

L’ex calciatore ed ex marito di Simona Ventura, Stefano Bettarini, il giorno stesso in cui è stato sentito dalla Giustizia sportiva ha chiamato la dipendente della Lega calcio dalla quale, secondo le indagini, raccoglievano informazioni sulle inchieste i calciatori e le ha detto: “Li ho spiazzati”, in riferimento ai magistrati, ammettendo di scommettere “ogni tanto”. Spiega anche di essere stato tesserato dal Chievo “per pubblicita”.

L’intercettazione è del 7 luglio scorso. Bettarini: (inc.) … sono andato, dall’avvocato di quello … di giù, che è messo malissimo, e hai già capito no? Donna: sì B: una volta che ho letto le intercettazioni che io non ho … D: sì … sì B: ho capito che nascondere che io scommettessi era una cagata micidiale … D: esatto! B: va bene? allora, quando io ho letto queste cose, loro mi hanno chiesto, ma lei scommette ogni tanto? e io gli ho detto: certo! ogni tanto scommettevo … D: beh è ovvio! B: però io non volevo … D: quindi li hai spiazzati… B: e li ho spiazzati, però, quello che ti voglio dire … D: eh … B: è che loro … io volevo evitare di dirlo, perché per andare incontro alla sanzione capito? che però, secondo me, se capiscono che io non ero un atleta tesserato, ma solo tesserato per pubblicità, ehh … D: no, sei fuori! Comunque, ma … B: sono fuori no? D: ma sicuramente, ma non possono farti niente, se non giocavi, non hai mai scommesso sul Chievo, cioé non c’entri un c… col Chievo, quindi, ma non possono neanche … ma di che cosa ti accusano? B: no no sono d’accordo… D: … non possono darti la squalifica per per te che non giocavi più, capito? Perché tu non stavi più giocando … B: no, a me più che la squalifica, mi preoccupava la.. la … D. i soldi? B: … la multa … esatto, brava! D: beh chiaro … ma no, secondo me tu … ma no non ti daranno neanche la multa vedrai … B: speriamo. .. D: no sono sicura … no sono sicura …

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