Il Servizio per i Contribuenti rafforzato con i controlli su conti correnti e depositi bancari: ora c’è il pc “cervellone”

arriva "Serpico"

Una guerra totale a chi non paga le tasse. E’ quella che – sperando sia vero – viene preannunciata e ribadita dal governo di Mario Monti.

Una missione affidata al nuovo eroe che da oggi veglia su di noi, Serpico: il computer cervellone che cercherà patrimoni illeciti per 150 miliardi di euro.

“Solo con una efficace e totale lotta all’evasione – sarebbero le sue parole secondo fonti di Palazzo Chigi- sarà possibile rimettere a posto i conti pubblici, aggredire il debito pubblico, realizzare equità nei sacrifici chiesti ai cittadini”.

Dunque, dal prossimo primo gennaio tutti i dati in possesso di Sogei, la società che si occupa dei servizi informatici dello Stato, quindi i dati riguardanti i contribuenti italiani, verranno salvati in Serpico, acronimo che sta per “Servizi per i contribuenti”, il sistema in dotazione all’Agenzia delle Entrate da cinque anni il cui compito è di verificare lo storico delle ultime cinque dichiarazioni dei redditi di ogni singolo contribuente italiano.

In effetti non si tratta di una grande novità. Tutti coloro che hanno avuto a che fare con l’Agenzia delle Entrate in questi ultimi anni sono caduti sotto le grinfie di questo programma infallibile come Frank Serpico, il poliziotto, al quale ha involontariamente rubato il cognome, che scoprì un giro di corruzione nel dipartimento di polizia di New York, interpretato poi da Al Pacino nell’omonimo film.

Basta il codice fiscale, e si scoprono vita morte e miracoli del contribuente, dal catasto alla bolletta del gas…

Gli strumenti e i mezzi per incidere significativamente sull’evasione ci sono: anche a prescindere da “Serpico”. Adesso, ci vogliono i risultati. Altrimenti, la perdita di credibilità dello Stato sarà irreversibile. Un paese molto indebitato e poco credibile, prima o poi è destinato al default.

La posta in gioco è talmente alta che – a detta degli esperti – è stato giusto concedere allo Stato un potere così intrusivo nel privato dei cittadini; ma se, a fronte di tanto potere, lesivo delle libertà individuali, i cittadini non potranno presto godere dei benefici concreti di una minore evasione e maggiore legalità, l’unico risultato sarà la percezione di uno Stato ancora più iniquo e meno credibile.

Perché non accada, è importante utilizzare meglio e diversamente gli strumenti disponibili. La speranza è che questo concetto il governo se lo metta in testa e che lo applichi, senza distinzioni e favoritismi.

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