Lo Special One “gela” le speranze nerazzurre di un ritorno a giugno. Dopo il Real andrà in Inghilterra

Josè Mourinho

Adesso Massimo Moratti se ne farà una ragione: Josè Mourinho ha deciso di non tornare all’Inter a fine stagione. La speranza di vivere un secondo atto del grande amore che portato allo storico “triplete”, è in pratica naufragata in questo gelido fine anno.

Il patron nerazzurro aspettava una risposta per il mese di gennaio, forte di un impegno verbale da parte del portoghese e di un discorso avviato la scorsa estate.

Ma lo Special One, dopo averci pensato, ha fatto dietrofront. Quando un amore speciale, come quello tra Josè e l’Inter, finisce, poi ricominciare è un rischio troppo alto: allora perchè farsi male dopo essersi lasciati all’apice della felicità?

Mou ha scelto il Natale per dare un segnale chiaro e inequivocabile sulle sue odierne volontà. Dopo il Real, ha deciso di andare in Inghilterra, forse al Manchester United (al posto dell’eterno Alex Ferguson) o magari di nuovo al Chelsea (il suo ex club, dove l’allievo Villas-Boas sta deludendo).

«Il mio futuro lo vedo in Inghilterra». Mourinho torna a sognare la Premier League e lo confessa senza mezzi termini ad un programma della BBC. Troppo forte la nostalgia dello Special One per il paese che lo ho lanciato a livello mondiale: «Guidare una squadra come il Real Madrid è un’esperienza incredibile – ha detto Josè – ma la mia passione per il calcio inglese è forte e il mio prossimo passo sarà tornare in Premier e, se possibile, rimanerci il più a lungo possibile».

Il portoghese, però, non vuole con questo denigrare la scelta fatta due anni fa quando lasciò l’Italia per approdare in Spagna: «Il Real rappresenta il top al livello mondiale, è forse il club più grande della storia del calcio e io non volevo perdere la chance di allenarlo», ha proseguito. «Il mio ritorno in Inghilterra non sarà imminente, ho due anni per trovarmi un grande club (il suo contratto con il Real Madrid scadrà nel 2014, ndr.)».

Mou spiega la sua filosofia: «Per me la cosa più importante è la gestione delle risorse che ho a disposizione, è una scienza umana. Io studio il comportamento umano. La carica emozionale è essenziale in questo sport. Io provo a preparare al meglio i miei giocatori ma alla fine solo loro a scendere in campo, solo loro che devono prendere le decisioni giuste al momento giusto durante una partita. Una cosa è vincere in amichevole 5-0 ai rigori e un’altra è conquistare la Champions League o la Coppa del Mondo negli ultimi minuti», ha detto.

A questo punto Moratti andrà dritto e deciso su Pep Guardiola e porterà avanti il progetto di far sedere sulla panchina il tecnico del Barcellona, affiancato da Roby Baggio.

Ovviamente cambia anche lo scenario tecnico, che era stato ipotizzato in funzione di Mourinho e che dovrà prevedere per forza di cose altri giocatori per Guardiola. Ma – come detto – “Pep” oggi non è certo una seconda scelta di nessuno: e se dopo la seminfinale di Champions di due anni fa, ha sempre battuto Mou, un motivo ci sarà pure…

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=CzsUQVM1dxc&feature=related[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti