A 20 anni dalle sue dimissioni, lo storico leader della “Perestroika” chiede allo zar di abbandondare il potere 

Mikhail Gorbaciov

All’indomani del grande weekend della protesta e dopo la manifestazione di Mosca con cui l’opposizione ha chiesto che l’esito delle legislative venga annullato per i presunti brogli, le proteste contro Putin sembrano essere solo all’inizio. E alle presidenziali mancano ancora più di due mesi.

Torna a far sentire la sua voce anche Mikhail Gorbaciov, che traghettò il Paese durante una transizione ancor più complessa: “Consiglierei a Vladimir di fare un passo indietro adesso. Tre mandati – due come presidente e uno come premier – sono abbastanza. Perché altrimenti si formano dei circoli di potere, dei clan.”

Mikhail Gorbaciov non ha partecipato alla manifestazione, ma ne ha sostenuto le ragioni. Rispettato all’estero e premiato con il Nobel per la pace, non è stato molto amato in patria, dove è stato rimpiazzato frettolosamente con Boris Eltsin.

Il padre della perestroyka si dimise esattamente 20 anni fa, ammainando per l’ultima volta la bandiera rossa con falce e martello dell’URSS, sostituita da quella della Russia. Ora combatte all’opposizione per quegli stessi valori di democrazia e trasparenza che introdusse nella società sovietica.

Il paese è cambiato e, dopo le statue di Lenin, mostra di voler archiviare anche la repressione del dissenso e il culto della personalità che Putin sembra avere ereditato dal modello sovietico.

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