“Alonso è il pilota numero uno, nel 2012 vogliamo il mondiale. Hamilton? No, potrebbe creare problemi”

Luca di Montezemolo con Fernando Alonso

Fine anno, tempo di bilanci. Ma anche di aspettative e obiettivi in vista della prossima stagione. In casa Ferrari si festeggiano il Natale e i 20 anni di presidenza di Luca Cordero di Montezemolo.

A Lewis Hamilton, però, non arrivano auguri: la notizia è che non lo vedremo in Ferrari. Lo dice proprio Montezemolo, nelle sue interessanti dichiarazioni a 360 gradi di fine anno: «Oggi abbiamo un equilibrio. Ho troppa esperienza per mettere assieme piloti che possono avere problemi. Errare è umano, perseverare diabolico», sancisce il presidente riferendosi alla difficile coabitazione di Alonso e Hamilton in McLaren. Anche perché «Fernando è il più forte di tutti in gara. Non lo scambierei neanche con Vettel, che è un ragazzo serio e intelligente. E poi è giovane…».

Quindi Hamilton no, Vettel un giorno sì, Button forse già nel 2013, quando scadrà il contratto di Felipe Massa. «Button ha disputato una grande stagione, tanto che quest’ anno la migliore coppia è stata quella McLaren. Noi non siamo stati contenti di Massa, ma è lui il primo a non essere contento di sé. In passato è stato spesso più veloce di Schumacher, ha fatto vincere il Mondiale a Raikkonen nel 2007, è stato campione per 38′ ‘ nel 2008. Sono convinto che con una macchina diversa Felipe sarà più competitivo. Potrebbe continuare lui, quindi, anche se noi ci guardiamo attorno». Dal mercato piloti a quello dei tecnici: «Newey? L’ ho incontrato una volta, non andò bene: la moglie di allora considerava l’ Italia un Paese del terzo mondo. Se avesse cambiato idea e fosse libero, perché no? Ma si vince anche senza Newey». Ogni numero estratto di questa tombola speciale è una suggestione, un ricordo, un desiderio: l’ 1 è il più scontato, il numero che la Ferrari vuole sulla macchina nel 2013.

«Quest’ anno abbiamo dimostrato di saper perdere, ora però torniamo a vincere. Vedo spirito di riscatto, più attenzione ai dettagli e la riorganizzazione di Domenicali va nella giusta direzione. Inoltre i regolamenti sembrano finalmente chiari». A proposito, Montezemolo ricorda lo strano caso di Silverstone, quando le regole sugli scarichi cambiarono tre volte: dovevano essere vietati secondo la Fia, restarono per le pressioni di Red Bull, McLaren e Mercedes. Grazie all’ ok della Ferrari che pure – senza – ha ottenuto l’ unico successo della stagione. Montezemolo ha spiegato alla stampa straniera perché accettò: «Ero molto perplesso, non capivo perché dovessimo accettare. Abbiamo acconsentito perché la F1 rischiava una rottura traumatica, mentre altri guardano solo ai loro interessi», lasciando intendere che la Ferrari si aspetta che il «sacrificio» le venga riconosciuto. E, in fondo, anche se ancora molte cose di questa F1 non piacciono («il divieto dei test è assurdo, l’ aerodinamica conta troppo, la terza macchina servirebbe»), nessuno a Maranello parla più di Mondiale alternativo. Ipotesi tramontata (così come l’ offerta Exor-NewsCorp: «la escludo»).

Il quadro politico (anche in F1) è cambiato: la Ferrari è uscita dalla Fota («Non potevamo più accettare accordi al ribasso e poi in un club tutti devono rispettare le regole…») e Bernie Ecclestone non è più «l’ unico agente al mondo cui va il 50% degli introiti», come qualche anno fa. Adesso è quello «che ha sempre, sempre, sempre manifestato grande rispetto per la storia della Ferrari». Deduzione? Il Patto della Concordia sarà firmato molto presto.

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