Addio a 91 anni al giornalista piemontese, studioso della Resistenza e del periodo fascista, a volte controcorrente

Giorgio Bocca

E’ morto a Milano, all’età di 91 anni, il giornalista e scrittore Giorgio Bocca. Nato a Cuneo nel 1920, Bocca è stato tra i giornalisti italiani più noti e importanti.

Al suo attivo, in una carriera più che cinquantennale, si registrano numerose pubblicazioni in un vasto arco di interessi che spazia dall’attualità politica e dall’analisi socioeconomica all’approfondimento storico e storiografico.

Celebre per le sue posizioni controverse sugli anni di piombo, ha studiato a lungo il periodo della Resistenza – a cui prese parte con Giustizia e Libertà, e del fascismo. Tra i fondatori del quotidiano La Repubblica, Bocca si è poi occupato di fenomeni come Tangentopoli e l’ascesa del movimento leghista.

Del 28 novembre scorso, l’ultimo articolo, sull’alluvione in Liguria. «Il dramma di questo Paese è di avere queste contraddizioni che non possono essere guarite dall’intervento del governo, ma sono connaturate alla storia delle popolazioni» si concludeva il pezzo nella rubrica «L’antitaliano» su L’Espresso. L’articolo commentava le alluvioni in Liguria e le responsabilità non solo dei politici ma di tutti gli italiani. Risale invece al novembre 2008, una delle sue ultime apparizioni in tv, a Le invasioni barbariche su La7.

«I giornalisti della mia generazione – disse in quella occasione – erano mossi da un motivo etico: ci eravamo messi tragedie alle spalle, perciò il nostro era un giornalismo abbastanza serio. Oggi la verità non interessa più a nessuno» e «l’editoria è sempre più al servizio della pubblicità».

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