Arriva il rincaro per l'”odiata” tassa sul possesso del televisore: costerà 112 euro. Scadenza il 31 gennaio

lo storico cavallo di via Teulada

Aumenta il canone di abbonamento alla Rai per il 2012. Con un rincaro di 1,50 euro, sale a 112 euro contro i 110,50 pagati per il 2011. L’incremento, stabilito nel giorno del varo del decreto “Milleproroghe” da parte del governo, è di 1,50 euro.

La cifra è già indicata sul sito ufficiale della Rai, ma non è ancora stata ufficializzata da parte del ministero per lo Sviluppo economico.

Il ritocco del “canone per il possesso del televisore” – il vero nome con cui è chiamata la tassa – è stato deciso proprio a pochi giorni dalla scadenza per il pagamento. Come ricorda anche la campagna pubblicitaria che sta andando in onda sulle reti pubbliche e ha come testimonial Lino Banfi “Nonno Libero” e Christian De Sica, il termine ultimo per pagare il balzello (fra i meno amati dagli italiani) senza incorrere in sovrattasse è fissato al 31 gennaio 2012.

Il pagamento può essere rateizzato in due tranche semestrali di 57,16 euro, che scadono rispettivamente il 31 gennaio e il 31 luglio 2012, oppure suddiviso in quattro rate trimestrali da 29,76 euro l’una, le cui scadenze sono 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre 2012. Con due rate, quindi, il canone annuale verrebbe a costare 114,32 euro; con quattro 119,04.

L’aumento è legato soprattutto al recupero del tasso di inflazione programmata previsto dall’articolo 47 del Testo Unico della radiotelevisione. L’incremento di 1,50 euro è pari a quello degli ultimi anni, a partire dal gennaio 2009: è passato da 106 euro di fine dicembre 2008 ai 112 che scatteranno in questi giorni. Nel complesso, quindi, il rincaro è stato di 6 euro in 4 anni.

Rincarare sistematicamente l’importo tassa per il possesso del televisore è un intervento legato anche alla questione dell’evasione, che è ancora alta e si attesta, secondo le stime, al 28-30%, 600-700 milioni di euro ogni anno. La Rai conta infatti su 16 milioni di abbonati a fronte di 22 milioni di famiglie presenti sul territorio nazionale. E nel computo dell’evasione figura anche chi non paga il canone speciale previsto per per partiti, imprese e pubblici esercizi.

Per abbassare il canone, hanno spiegato più volte i vertici Rai, sarebbe necessario abbattere l’evasione, magari collegando il pagamento della tassa a una delle bollette. E in più, resta ancora da chiarire se il canone vada pagato o meno da chi non possiede il televisore ma un pc connesso a Internet, tramite il quale è naturalmente possibile accedere anche ai programmi televisivi. Intanto, con questo ritocco, nelle casse di Viale Mazzini entreranno oltre 20 milioni di euro in più.

L’aumento non va giù a utenti e associazioni di consumatori, già sul piede di guerra. “Nell’attuale situazione economica, segnata da notevoli sacrifici per milioni di pensionati, lavoratori e disoccupati, l’aumento del canone Rai non ha alcuna giustificazione e renderebbe peraltro ancora più negativa l’immagine della Rai agli occhi degli italiani che giustamente considerano il canone la tassa più odiosa”, ha dichiarato Luca Borgomeo, presidente del Consiglio nazionale utenti dell’Agcom.

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