L’annuncio è di Bossi: “Giulio è geniale. All’estero lui gode di  un grande credito, a differenza di Berlusconi”

Giulio Tremonti

“Tremonti? Entrerà nella Lega”. Lo ha detto Umberto Bossi a Bolzano. Al ristorante Luna, a due passi da piazza Walther, il capo leghista è in compagnia di Luis Durnwalder, il leader della Südtiroler Volkspartei, gli autonomisti sudtirolesi che, come il Carroccio, hanno votato no alla manovra Monti.

Durante il pranzo, Bossi ha una breve chiacchierata telefonica con l’ex ministro dell’Economia. E, appunto, conferma ai presenti quello che si dice già da tempo. L’economista valtellinese spiega al leader leghista che oggi gli verrà rimossa una parte del gesso a cui è stato costretto dopo una caduta casalinga, e i due si mettono d’accordo per vedersi in giornata.

Poi, Bossi torna a tessere le lodi dell’ «amico Giulio» con cui i rapporti, a dispetto dei momenti di tensione che pure non sono mancati, sono assolutamente saldi. Anzi, il leader padano osserva con i presenti che l’ex ministro continua ad «essere una persona che all’estero gode di grande credito e grande fiducia». Con una postilla al veleno: «A differenza di Berlusconi».

Ma anche pubblicamente, i toni del leader leghista tendono all’irridente: «Mi sembra che Berlusconi abbia troppa paura. Sta lì buono come una pecorella». Il riferimento è al sostegno al governo Monti che ha fatto una manovra «non tanto brutta, quanto soprattutto cattiva nei confronti delle persone».

Per questo Bossi torna a una convinzione già espressa a più riprese: «Non sono un mago, ma non penso che il governo possa arrivare al 2013. Come può arrivarci? Non ce la può fare neppure con il presidente della Repubblica come alleato. Non dopo manovre come questa». Poi, il capo padano torna ai registri jettatori adottati da qualche tempo: il decreto «salva Italia» non riuscirà nel suo intento. Il Paese «affonderà. Troppe tasse. Soprattutto, non sanno come creare posti di lavoro. Questo è il problema». Quanto alla Lega, nessun problema per l’essere uscita dall’area di governo, anzi: «All’opposizione ci stiamo divertendo».

Ma di ieri è anche l’intervento di Roberto Maroni a «Otto e mezzo» su La7. Con Lilli Gruber, l’ex ministro dell’Interno si esprime a tutto campo, con una buona dose di autonomia anche rispetto allo stesso Bossi. Berlusconi è una pecorella? «Non credo lo sia, è un gran combattente e, per come lo conosco, fino alla fine ha cercato di tenere in piedi il governo». Il governo Monti non dura? «Le elezioni secondo me ci saranno nel 2013, è illusorio pensare che il dissenso di oggi duri per tutto l’anno prossimo».

Le gazzarre leghiste in Parlamento? «Dobbiamo prepararci a valutare le azioni del governo senza pensare che basti alzare qualche cartello in aula, che peraltro non è un modo sguaiato per protestare». Per tacer di Tremonti, che è «geniale, ma mi risulta ancora iscritto al Pdl». Quanto all’opposizione, se «Monti farà le cose giuste, noi lo sosterremo. Ma per ora ha fatto solo cose sbagliate».

Bossi è arrivato in Sudtirolo per partecipare a un’iniziativa a cui sta lavorando da tempo l’assessore lombardo alla Sanità, Luciano Bresciani. Il fidatissimo medico del fondatore del Carroccio sta sottoscrivendo una serie di protocolli di collaborazione sui temi dell’invecchiamento della popolazione con diverse regioni non solo italiane.

A Bossi l’idea piace anche come primo gradino per la costruzione della «macroregione padano-alpina». Durnwalder è stato attentissimo a non attribuire significato politico a un accordo amministrativo («L’idea di Padania di Bossi non coincide con la nostra idea di autonomia»), né attribuisce rilevo al fatto che la Svp, come la Lega oggi, sia all’opposizione («L’incontro era concordato da tempo e solo casualmente coincide con le votazioni al Senato sulla manovra»). Ma secondo il deputato trentino Maurizio Fugatti «la Svp è storicamente legata al centrosinistra, e l’evento comune di ieri era tutt’altro che scontato».

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