Quale diritto di irridere i valori umani e quelli politici? Il caso della propaganda neoliberista anti-Corea del Nord

il caso Corea

I nostri giornalisti/imbonitori sono soliti ingiuriare, diffamare, calunniare, dileggiare, irridere – impunemente – Capi di Stato e personalità elettive di Paesi “invisi”alla ideologia e alla propaganda imperialista. Anche se il nostro codice penale ha una matrice fascista, storicamente datata e sciovinista, si tratta di capire se reati sistematici di questo tipo possano essere perseguiti e denunciati da chi li subisce.

Le ingiurie, le diffamazioni, le calunnie, il dileggio e le irrisioni mediatiche di Capi di Stato e di personalità elettive di Paesi – invisi all’ideologia e alla propaganda imperialista- si susseguono impuniti senza che i responsabili – giornalisti, testate, gestori di canali radio e TV, autori- siano sanzionati o perseguiti.

Tali reati – più gravi se commessi da pubblici ufficiali incaricati di servizio pubblico (es. RAI) – tendono a indurre disprezzo, criminalizzazione, ripudio popolare contro personalità e regimi “invisi” a priori.

Essi sono contemplati nel nostro codice penale, come ingiuria (art. 594), falsità (art.493), abuso della credibilità popolare (art.661), diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose (art. 656), diffamazione, più grave se attuata contro “ un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una Autorità costituita in collegio” (art.595). E i capi di Stato o di governo stranieri non lo sono? La diffamazione è perseguibile a querela della parte offesa e condannabile se basata su falsità e bugie.

Altri articoli del codice penale come il 297 (offesa all’onore di Capi di Stati esteri), 298 (offese contro i rappresentanti di Stati esteri), 299 (offesa alla bandiera o altro emblema di uno Stato estero) si collocano nella stessa logica penale. Sono stati aboliti? Tutti? Perché mai?

Sono delitti contro l’onore e l’onorabilità di Stati, di popoli e di loro rappresentanti eletti. E tuttavia essi rimangono impuniti. Di più, vengono accolti e spacciati per “informazione obiettiva e credibile”(?!). Questi reati vengono invece perseguiti – su querela di parte – per ricattare, spaventare o sanzionare giornalisti, autori ed editori che rivolgono accuse e critiche documentate a personaggi istituzionali e di partito.

Gli esempi del primo tipo (diffamazione di Capi di Stato stranieri) – come quelli del secondo (querele per calunnia personale) – sono numerosissimi e quotidiani, ma non producono dissenso. L’elenco dei “dittatori” è lungo : Fidel Castro, Chavez, Milosevic, Saddam Hussein, Ahmedinejad … per citarne solo alcuni.

L’ultimo episodio riguarda i servizi radiotelevisivi – della RAI e di altre emiitenti – riguardanti la morte del Presidente della Repubblica popolare socialista della Corea del nord- Kim Jong Il – presentato come dittatore dissoluto che vessa il suo popolo; criminale invasato che sfrutta il mito della personalità; guerrafondaio autoritario che minaccia le democrazie occidentali e la Corea del Sud. Il cordoglio popolare per la sua morte viene decritto come “ fenomeno di isteria collettiva verso il dittatore “.

Dunque l’immagine di un popolo/suddito – sciocco, incosciente ed ignorante – che affida le sue sorti ad un “dittatore” che ne carpisce la buona fede “coatta”, mentre provoca disastri a catena e folli rischi di guerra. Il Giappone – che invase la Corea provocando disastri e genocidi a catena – mobilita le sue truppe in occasione della morte di Kim Jong Il: perchè mai? Cosa ha da temere da quel piccolo e pacifico Paese? Altri imperialisti – come USA ed UK – lanciano la stessa propaganda strumentale, con mire aggressive.

Tanta impostura è possibile perché il popolo italiano non conosce la storia della Corea del nord – dileggiata e criminalizzata da decenni con lo slogan del “riarmo nucleare” – nè dei suoi leader, nè del suo regime.

Molti italiani non sanno neppure dove si trova, pensano che la Corea sia unica (i nostri media parlano di Corea riferendosi a quella del SUD ). La Corea del SUD – occupata da un esercito USA che non si è mai ritirato , divisa dalla Corea del Nord da un muro di centinaia di chilometri ed impedita di riunirsi a quella del Nord (sia pure nel rispetto del suo diverso regime politico), retta da un governo fantoccio filo-USA che vive le contraddizioni e le ingiustizie di un Paese occupato e soggiogato dal neoliberismo.

La Corea del Nord indipendente e socialista che ha conquistato con la lotta popolare la sua autonomia dagli aggressori – prima i giapponesi, poi gli statunitensi – che è minacciata di invasione dagli imperialisti “occidentali ed orientali”, che persegue l’unificazione pacifica con la Corea del SUD, che conta sulle sue risorse e sul nucleare civile per esigenze energetiche e produttive interne. Cinesi e russi che l’hanno aiutata a liberarsi dagli aggressori USA si sono ritirati – come concordato – a differenza dell’esercito USA che ancora occupa e divide il Paese lungo il 38° parallelo, con un muro poderoso e guardie armate.

La liberazione della Corea del Nord è avvenuta sotto la guida della famiglia KIM- KIM Il Sung prima, poi KIM Jong Il – che perciò gode della riconoscenza e del consenso del suo popolo.
E non solo per la guerra di liberazione, ma per la politica di pace e di giustizia sociale seguita in questi anni. Ciò nonostante le carestie, l’embargo USA, la necessità di armarsi per non essere invasa. Solo la Cina socialista le offre amicizia e solidarietà, in un contesto asiatico in cui i nemici veri sono molti e potenti (Giappone e non solo).

L’ultimo erede dei KIM garantisce al Paese continuità e sicurezza. Prima di criticare sulla base di pregiudizi strumentali, occorre conoscere e valutare … si può criticare, ma non per criminalizzare o soggiogare !.

Certo le scene di dolore o di consenso (anche esasperato) del popolo per i suoi governanti, ci è incomprensibile vista la nostra storia, il giusto ripudio che noi riserviamo ai nostri governanti corrotti e guerra-fondai (questi si!), la politica antisociale, antipopolare ed anticostituzionale che subiamo da decenni.

Ma noi non abbiamo nessun diritto di irridere valori umani e politici che abbiamo smarrito da tempo.

La propaganda mediatica neoliberista contro la Corea del Nord e i suoi governanti è falsa e strumentale : serve a predisporre nell’opinione pubblica un clima favorevole alla aggressione armata imperialista. Una aggressione unilaterale – illegittima, ideologica, disumana – coperta da pretesti fasulli, dalla quale non abbiamo nulla da guadagnare. La Corea del Nord non ha neppure le ricchezze naturali della Libia o dell’Iran, è nostro interesse mantenere con essa rapporti pacifici, amichevoli e di rispetto reciproco.

Da amici, possiamo anche criticare ciò che non ci piace ed essere ascoltati meglio dai nostri interlocutori.

L’aggressione imperialista punta solo a distruggere quel sistema socialista, esempio scomodo per il neoliberismo globale. Perciò non crediamo ai nostri mass-media, informiamoci e riflettiamo, nel nostro interesse. Il modello socialista, nella crisi in cui siamo, può essere per noi un rimedio concreto, altro che dileggiarlo!

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