Arriva al cinema lo spettacolare sequel del blockbuster italiano “Benvenuti al sud”: omaggio alla malafemmena

Alessandro Siani e Claudio Bisio

Si sforzano di parlare in italiano ma il dialetto campano più stretto ha la meglio quando Nando Paone, Giacomo Rizzo, Nunzia Schiano e Salvatore Misticone, vestiti come emigranti anni ’50, si affacciano su Piazza Duomo e si rivolgono alla vigilessa con l’intramontabile Nojo vulevam savuar.

Per il lancio di “Benvenuti al Nord”, il sequel del blockbuster italiano Benvenuti al sud, a sua volta rifacimento in chiave italiana del francese Giù al nord, si evoca Totò, Peppino e la malafemmena, l’irresistibile commedia di Camillo Mastrocinque.

«L’omaggio a Totò – dice il regista Luca Miniero – è stato inevitabile. La scena del teaser non è nel film, è fatta apposta per cominciare a parlare di Benvenuti al Nord che sarà in sala dal 18 gennaio. L’uscita sarà massiccia, Medusa ci crede molto e il marketing anche.

Dopo il “terrore” vissuto nello scrivere la sceneggiatura del sequel, la responsabilità che sentivo nel portare avanti un film che è stato un caso di grande successo, e poi la cura nelle riprese, ora che ho finito il montaggio tiro un sospiro di sollievo, ho il cuore più leggero: il film mi sembra venuto bene, fa molto ridere e sono fiducioso».

Nel teaser i quattro salgono al Nord, a Milano, per cercare Alberto e Mattia nell’ufficio postale: la vigilessa non capisce una parola e a sua volta risponde in dialetto “se-ghe”, la scena speculare a quella cult di Totò e Peppino.

«Totò è nel mio quotidiano così come De Sica e Luigi Comencini, l’atmosfere dei loro film le inseguo nell’animo dei miei personaggi. Ho appena rivisto L’oro di Napoli con un Totò pazzariello fantastico – aggiunge Miniero – e trattandosi in questo Benvenuti al Nord di un gruppo di napoletani che arriva a Milano non si poteva scampare dall’omaggio a Totò. Io lo adoro, mi sorprende ogni volta perché non invecchia mai, rido oggi come ridevo anni fa. E poi – ironizza – il rapporto napoletani/Milano è cambiato? Stesso impatto per la nebbia e per il senso di inferiorità che ti prende quando arrivi al Nord».

Il film, prodotto da Cattleya per Medusa, scritto da Fabio Bonifacci con Miniero stesso, racconta di come l’indolente Mattia (Alessandro Siani) in crisi con la moglie Maria (Valentina Lodovini) si trasferisce a Milano, incastrato dall’ingenuità dei suoi amici. Partito con un giubbotto fendinebbia troverà ad attenderlo Alberto (Claudio Bisio), alle prese con Silvia (Angela Finocchiaro): ora che è finalmente riuscita a trasferirsi a Milano, la detesta a causa delle polveri sottili e dell’ozono troposferico e accusa il marito di trascurarla per il troppo lavoro.

L’impatto del napoletano con il Nord e con la vita dell’amico sarà catastrofico e finiranno abbandonati dalle mogli. L’arrivo degli altri napoletani e della mamma di Mattia metterà tuttavia nuovamente a repentaglio la loro amicizia. Sarà una festa degli alpini in un piccolo paesino di montagna, fra polenta e balli, lo scenario della riconciliazione. Scapece docet: «’O nord e ‘o sud anna sta assiem».

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