In aula ennesima show leghista e slogan, ma tiene banco il tema del lavoro. Fornero frena sull’articolo 18

nuovo show dei leghisti al Senato

Fiducia in serata (tra i fischi della Lega) e via libera definitivo di palazzo Madama domani in tarda mattinata. La manovra economica del governo Monti, salvo imprevisti, sarà legge tra meno di 24 ore.

E mentre la Lega continua ad alzare i toni dello scontro («Il governo Monti è un colpo di Stato», ha detto oggi Roberto Calderoli.) resta aperto il fronte della riforma del mercato del lavoro e il tema caldissimo dell’articolo 18 dello Statuto.

Secondo Pier Luigi Bersani «è da matti partire dall’articolo 18 e il governo lo capirà». L’anno che sta arrivando, ha aggiunto il segretario del Pd, «non sarà semplice e bisogna mettere al centro le condizioni reali delle persone, l’occupazione, il lavoro, i redditi». Quindi, commenta il leader Pd, «è roba da matti» pensare di iniziare toccando l’art.18. Il numero uno dei Democratici è stato a colloquio con il premier a palazzo Chigi, dopo che lo stesso Monti ha visto a pranzo Silvio Berlusconi. L’attuale inquilino di palazzo Chigi ha chiesto all’ex premier un rapporto fluido tra maggioranza ed esecutivo. Berlusconi ha assicurato che la collaborazione con l’esecutivo «sarà proficua».

Ma è la riforma del mercato del lavoro a scaldare ancora il dibattito. «Voglio sperare che sull’articolo 18 si possa intervenire con un ddl organico garantendo naturalmente un canale privilegiato, ma senza ricorrere alla decretazione d’urgenza proprio per evitare uno scontro sociale che non vuole il Parlamento nè certamente il governo», aggiunge il presidente del Senato Renato Schifani. Secondo Schifani l’articolo 18 «va rivisitato» «non in un clima di veleni e di contrapposizioni, ma in un clima di responsabilità e confronto serio».

La Fornero, a Porta a Porta, ha frenato: per riformare il mercato del lavoro ci sono tanti interventi da fare e le eventuali modifiche all’articolo 18 sarebbero l’ultima cosa in ordine di priorità. «Le misure strutturali sono importanti nel tempo perchè dicono che stai attuando delle terapie credibili. Non basta solo l’antibiotico oggi, devi prenderlo a lungo. Il sistema pensionistico poteva essere quasi in equilibrio prima della crisi ma la crisi non è una fantasia e sta devastando il mondo: ha richiesto questa terapia d’urto. È vero ora ci vuole un ricostituente», cioè «le riforme che sono tante», ha detto Fornero, citando il lavoro, la mobilità, gli ammortizzatori sociali che accompagnano le persone nei momenti di difficoltà, le pensioni, la famiglia, le pari opportunità.

E sulle donne aggiunge: oggi «lavorano se va bene, se c’è spazio, come complemento al reddito dell’uomo di casa. Non è così: il lavoro delle donne deve essere equiparato a quello degli uomini, nell’ingresso, nella progressione di carriera, nelle retribuzioni. E assicuro che questo è parte della riforma del mercato del lavoro. Vogliamo lasciarlo stare questo articolo 18?».

Sul fronte manovra intanto, prosegue il dibattito al Senato, ma a parte la netta resistenza della Lega, il provvedimento dovrebbe essere approvato domani. Questa sera, intorno alle 19, il governo ha posto la questione di fiducia. Quando il ministro dei Rapporti con il Parlamento Giarda ha cercato di prendere la parola in Aula i 25 senatori della Lega muniti di fischietto hanno reso assordante il rumore nell’aula del Senato impedendo a Giarda di parlare. Schifani ha cercato di richiamarli all’ordine: «È una vergogna». E ha sospeso la seduta del Senato.

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