Il presidente della Repubblica: “con Monti nessuno strappo alla Costituzione né alle scelte della politica”

Mario Monti e Giorgio Napolitano

“Solo con grave leggerezza si può parlare di sospensione della democrazia” riferendosi al governo Monti.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando alle alte cariche istituzionali ha difeso la scelta del governo tecnico respingendo le accuse che gli sono venute da alcune parti politiche e sociali.

“Nessuna forzatura, né tantomeno alcuno strappo si è compiuto rispetto al nostro ordinamento costituzionale”, ha puntualizzato il capo dello Stato assicurando che “nulla è stato scalfito né delle libere scelte delle forze politiche, né delle prerogative degli organi di garanzia, né delle possibilità di espressione delle proprie istanze e di manifestazione del proprio dissenso, anche da parte delle forze sociali”.

Nel corso dell’ultimo anno dedicato alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha aggiunto il Capo dello Stato, “si è confermata l’artificiosità e vanità della predicazione secessionista”.

Il presidente ha quindi ricordato i passaggi che hanno portato alla nascita del governo Monti sottolineando in particolare che “la fiducia che un larghissimo arco di forze ha accordato in Parlamento al governo Monti è stata chiara espressione della convinzione largamente condivisa che occorresse scongiurare, in una fase così critica, una paralisi dell’attività di governo e parlamentare e uno scontro elettorale devastante”.

Infine, Napolitano ha anche spiegato che la scelta di una figura “estranea alla mischia politica” come Mario Monti è stata “la via obbligata” dato l’aggravarsi della crisi finanziaria. Inoltre “la lunga e irriducibile contrapposizione, al limite della incomunicabilità, tra maggioranza e opposizione ha reso impraticabile ogni ipotesi di larga coalizione di governo” che si è tradotta “nell’opzione delle stesse forze politiche di non partecipare con personalità di partito al nuovo esecutivo”.

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