Dietro la causa una storia paradossale e il curioso cambio di nome ad opera di un imprenditore israeliano

Mark Zuckerberg

Non si scherza con Facebook, neanche se ti chiami Zuckerberg. Rotem Guez, imprenditore israeliano, aveva aperto una società chiamata Like Store: metteva in vendita “pacchetti” di “like” sul social network, amentando il traffico di fan di alcune pagine. Un servizio che, come è facile intuire, è contrario ai termini di servizio di Facebook.

Per questo motivo, prima il colosso social ha inviato un ammonimento a Guez, minacciandolo di conseguenze legali, e poi gli ha disabilitato l’account. A quel punto, lui ha deciso di fare causa all’azienda di Palo Alto. E non solo. Si è recato all’anagrafe israeliana e ha richiesto il cambio di nome… in Mark Zuckenberg.

All’Huffington Post ha confermato: «Facebook ha deciso di denunciarmi dopo che io stesso ho presentato denuncia in Israele. Volevo chesi trovassero a intraprendere un’azione legale contro “Mark Zuckerberg”. Facebook mi ha accusato di vendere finti “Like”, ma non è vero perché provengono da utenti reali.

L’idea è che, se solo a “Mark Zuckerberg” è concesso vendere “Like”, allora io sono “Mark Zuckerberg”». In ogni caso, ormai il cambio d’identità è fatto. Il neo Mark Zuckerberg ha creato un vero e proprio evento di marketing, con tanto di pagina Facebook ad hoc. La prossima mossa spetta al colosso americano.

Non è il primo scherzetto che Facebook fa al suo fondatore. Qualche giorno fa, a causa di un bug del sistema, le foto private di Zuckerberg sono diventate pubbliche. Mike Rundle, tecnico informatico di Raleigh nel North Carolina, non si è limitato a dare una sbirciatina nel mondo dorato di Zuckerberg, ma ha pensato bene di mettere in rete le immagini incriminate in un blog apposito e con tanto di titolo ad hoc: It’s time to fix those security flaws Facebook – ovvero, E’ tempo di sistemare questi bug di sicurezza Facebook. Ma prima che qualcuno potesse accusarlo di qualcosa, il ragazzo si è difeso raccontando di aver visto quelle stesse immagini linkate a una discussione sul forum Hacker News.

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