Calcioscommesse: guadagni sino a un milione e mezzo di euro. Al telefono i soldi diventavano paprika e viagra

Fantozzi e Cristiano Doni

«Questo è soltanto l’inizio». L’ennesima giornata nera del calcio italiano è tutta nelle parole del procuratore di Cremona Roberto De Martino:perché due inchieste e 33 arresti in sei mesi sono lì a dimostrare che i calciatori non hanno perso il vizio di truccare le partite pur di fare soldi, prendendosi gioco della passione di milioni di italiani.

Oggi cominceranno gli interrogatori delle persone arrestate: davanti al giudice compariranno l’ex calciatore di Serie B e Lega Pro, Alessandro Zamperini, e il giocatore dello Spezia Calcio Filippo Carobbio. In 17 sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva.

Doni. Spicca la bandiera dell’Atalanta Cristiano Doni,che avrebbe combinato almeno tre partire della sua squadra, nello scorso campionato di B (Ascoli-Atalanta del 12/3/2011; Atalanta-Piacenza del 19/3/2011; Padova-Atalanta del 26/3/2011), tentando anche di inquinare le prove, pagando l’avvocato dell’amico ed ex preparatore atletico del Ravenna Nicola Santoni (anche lui arrestato). E spuntano le intercettazioni, in cui i soldi diventano «paprika» e «viagra».

In cui la voce viene camuffata, imitando quella di Fantozzi. Doni, scrive il Gip Guido Salvini nell’ordinanza, avrebbe agito «anche per conto di imprecisati dirigenti della squadra». Dunque direttamente dietro suggerimento della società, «che aspirava alla promozione in serie A», poi effettivamente avvenuta.

Il soldi da Singapore. I soldi arrivavano da Singapore. Contanti. Le indagini hanno accertato che almeno 20 sono le partite che sarebbero state truccate dall’organizzazione, che si muoveva sempre allo stesso modo: il capo Eng Tan Seet e i suoi due collaboratori portavano in Italia il denaro destinato alla corruzione dei giocatori e lo affidavano al gruppo degli “slavi”, cui spettava il compito di contattare i calciatori e di trovare l’accordo. Per ogni partita truccata, ha svelato il pentito Wilson Raj Perumal, il guadagno lordo andava dai 500mila euro al milione e mezzo.

Le intercettazioni. Al telefono veniva usato un linguaggio in codice. «Sala ha portato quatto-cinque pasticche», dice a Alir Gegic, punto di riferimento degli zigari. In un’altra telefonata Cristiano Doni è nervoso. Teme che Nicola Santoni, già preparatore Atletico del Ravenna Calcio possa mandare all’aria i piani del «gruppo di Cervia».

Ne parla il 4 agosto 2011 con Alessandro Ettori.
Doni: «Sì però digli a tutti di stare tranquilli…di stare tranquilli perché…è peggio capito?».
Ettori:. «Eh poi per il resto hai delle novità qualcosa perché…».

D.: «C’è uno che rompe, deve stare tranquillo…perché andiamo nei casini tutti se continuano a fare quello che stanno facendo». Un concetto che ribadisce con Antonio Benfenati, nella conversazione del 16 agosto scorso. Doni: «Deve stare tranquillo lui, non deve fare c…Lui ha fatto delle c…quindi se me ne fa un’altra, vado la e gli metto…e poi le prendo, ma vado la e lo…lo tiro su per il collo, io! ok? Perché adesso basta, fategli arrivare il messaggino, perché…».

Benfenati: «Va bene». D.: «Io mi sono fatto un c… così! però che non faccia c… lui capito? Perché dopo divento cattivo, lo sai come sono eh? dopo divento cattivo, quindi voi che gli siete vicino…».

L’inquinamento delle prove. L’inquinamento probatorio messo in atto dall’ex capitano dell’Atalanta, scrive il gip, consiste nel tentativo di modificare la password del telefono sequestrato a Santoni. Una mossa pensata per impedire alla polizia postale di accedere ai contenuti. Di seguito l’intercettazione della telefonata in cui i due ne parlano. E’ del 15 novembre scorso.

Santoni: «Olà». Doni: «Santoni?»
S.: «Sì pronto».
D.: «Fantozzi è lei?»
S.: «Ah…tutto a posto».
D.: «Tutto bene…».
S.: «Come sito?».
D.: «Sono con il fisso eh..però…ascolta eh… cos’è quella password lì?».
S.: «Eh…praticamente…».
D.: «…Fai il falsetto (camuffando la voce)».
S.: camuffando anche lui la voce) «… Eh praticamente».
D.: «Ma chi te l’ha detta questa boiata qua? E’ vera?».
S.: «E’ no… prova a cambiare il passwordino».

Obiettivo dell’ex bandiera dell’Atalanta, secondo gli inquirenti, era evitare che l’amico Santoni svelasse il sistema di scommesse. Perciò paga di tasca propria parte della parcella dell’avvocato. E’ lo stesso Santoni a parlarne con la fidanzata Valentina. Santoni: «Adesso vediamo quello che si può salvare. Mi ha portato dei soldi che io poi li porto all’avvocato».

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=kQFYYBN_7oo[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti