Liquidazione dell’azienda: Palermo rinvia al Tar, che dovrà adesso fissare l’udienza ed entrare nel merito

la contesa in tribunale sull'Asm

Il Cga tiene ancora aperta la contesa sull’Asm. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha affrontato i due ricorsi presentati a Palermo contro la liquidazione dell’ente dall’ex Cda (nelle persone di Emilio Fragale, Peppe Russotti e Gaetano Caliri) e l’ex direttore generale dell’azienda, Getano Longo.

Dunque rigettata anche al Cga una prima istanza che era stata avanzata già anche al Tar nelle ore successive alla delibera di Consiglio comunale del 22 settembre.

Invece nella seconda ordinanza il Cga ha rinviato al Tar di Catania l’altro ricorso, depositato dal Cda insieme al dg. “Ritenuto – si legge nell’ordinanza – che le contrapposte esigenze cautelari postulano una tempestiva definizione nel merito della controversia, considerato che pertanto l’istanza cautelare va accolta ai soli fini della fissazione dell’udienza di merito davanti al Tar, per questo motivo il Cga accoglie nel senso di cui in motivazione”.

Il Cga non entra nello specifico della questione e chiede che sia ora il Tar a fissare un’udienza nel merito e pronunciarsi sulla questione della legittimità dell’iter che ha portato allo scioglimento e messa in liquidazione dell’Asm.

“Continuiamo ad avere fiducia nei pronunciamenti degli organi giurisdizionali – afferma il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri – volendo ricordare che il Tar ha già rigettato una prima volta i 2 ricorsi degli ex vertici Asm. Il Consiglio comunale ha agito guardando agli interessi generali: ci siamo fatti carico delle preoccupazioni dei lavoratori Asm, che correvano l’effettivo rischio di perdere il posto di lavoro. La relazione dell’esperto del sindaco non lascia nessuna ombra di dubbio sulla reale situazione economica-finanziaria di Asm”.

Soddisfatto, invece, il Pd, che sin qui ha dato battaglia contro la liquidazione: “quello del Cga – afferma il coordinatore Pd, Claudio Ambrogetti – è un pronuciamento positivo, favorevole all’illegittimità dell’iter del Consiglio, tant’è che si richiede una decisione immediata nel merito al Tar”.

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