Medici, infermieri, insegnanti e impiegati delle Poste incroceranno le braccia: prestazioni essenziali garantite

ancora uno sciopero

Dalla scuola alla sanità, a rischio i servizi pubblici lunedì 19 per lo sciopero nazionale unitario indetto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, per chiedere una manovra più equa.

Per i lavoratori pubblici lo sciopero sarà di 8 ore mentre per il settore della conoscenza le modalità sono diverse: per la scuola sarà di un’ora (al termine delle lezioni o del servizio) mentre per i lavoratori dell’università, della ricerca e Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) sarà per l’intera giornata.

Per quanto riguarda la sanità, ad incrociare le braccia saranno anche i medici ed i veterinari. Sono garantite le prestazioni essenziali e le urgenze ed il servizio di pronto soccorso. Disagi in vista per gli uffici pubblici: ritirare un certificato all’Anagrafe o un qualsiasi altro documento potrebbe risultare difficile.

Possibili problemi anche per chi dovrà pagare bollette o spedire pacchi alle Poste. Sempre per lunedì è infatti in programma lo sciopero unitario dei lavoratori delle Poste italiane per le ultime tre ore di turno. Stessa modalità e stesso giorno anche per i lavoratori dell’energia (elettrici, petrolio, gas-acqua): l’astensione dal lavoro per i dipendenti giornalieri è prevista nelle prime tre ore del mattino, mentre sono esentati dallo sciopero i lavoratori turnisti delle centrali di produzione elettrica, della rete e del dispacciamento, limitatamente alle prestazioni in turno. Saranno garantite le prestazioni indispensabili.

In concomitanza con lo sciopero, in tutta Italia ci saranno quindi presidi e manifestazioni per chiedere «un cambio radicale della manovra nel segno dell’equità». I lavoratori del pubblico impiego e della conoscenza scenderanno in piazza dalle ore 9.30 alle ore 12.30.

A Roma saranno in Piazza Montecitorio dove si terrà un presidio nazionale, al quale saranno presenti, tra gli altri, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Al centro della mobilitazione unitaria, la richiesta di modificare il testo della manovra durante l’iter parlamentare.

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