Le truppe americane si sono spostate in Kuwait. Molti dei militari potranno trascorrere il Natale in famiglia

soldati americani con la bandiera

Gli ultimi soldati statunitensi hanno lasciato l’Iraq domenica mattina all’alba, dirigendosi verso il Kuwait e completando così il ritiro dal Paese in cui erano penetrati quasi nove anni fa. Lo ha confermato un ufficiale statunitense. Il 20 marzo 2003 le forze statunitensi avevano invaso l’Iraq per rovesciare la dittatura di Saddam Hussein, poi giustiziato.

Oggi, in Iraq restano 157 militari Usa con il compito di addestrare le truppe irachene e un contingente di Marines a guardia dell’ambasciata statunitense a Bagdad. Le poche migliaia di truppe che ancora si trovavano nel Paese sono partite durante la notte dalle due basi ancora attive, orario ritenuto più sicura. L’esercito americano secondo i programmi doveva lasciare il Paese entro la fine del 2011, ma gli ufficiali hanno deciso di anticipare i tempi e i voli sono programmati in modo che almeno una parte dei militari possa unirsi alle famiglie per le vacanze di Natale.

Giovedì il segretario della Difesa, Leon Panetta, aveva ufficialmente dichiarato la fine della guerra durante la cerimonia dell’ammainabandiera all’aeroporto di Bagdad.

Le truppe statunitensi avevano abbassato la bandiera a stelle e strisce, avvolta poi in un tessuto mimetico come prevede la tradizione dell’esercito. «Potete essere sicuri che il vostro sacrificio ha davvero aiutato il popolo iracheno a lasciarsi alle spalle la tirannia», aveva dichiarato Panetta rivolgendosi direttamente ai veterani del conflitto.

Il giorno prima il presidente Barack Obama si era recato a Forte Bragg, in North Carolina, per celebrare la fine della guerra e onorare le truppe che hanno combattuto e perso la vita. «È un risultato straordinario – aveva detto il capo della Casa Bianca -. Si chiude uno dei più straordinari capitoli della storia dell’esercito americano».

«L’Iraq non è un posto perfetto», aveva aggiunto, ma «ci stiamo lasciando alle spalle uno Stato sovrano, stabile e autosufficiente, con un governo rappresentativo che è stato eletto dal suo popolo».

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