L’ex capitano dell’Atalanta ha tentato invano la fuga in garage: l’ultimo disperato dribbling di un calcio malato 

Cristiano Doni

Sono immagini amare e tristi quello di Cristiano Doni, come Luigi Sartor, tratto in arresto, con una marea di indizi e dubbi su tre partite di serie A “truccate”.

E’ il nuovo capitolo dell’inchiesta sul calcio scommesse della Procura di Cremona, che già lo scorso giugno aveva portato ad arresti, interrogatori e perquisizioni in tutta Italia. Nel mirino c’è ancora il capitano dell’Atalanta Doni, in manette insieme ad altre 16 persone.

Il trequartista nerazzurro, già sospeso dall’attività agonistica per tre anni da parte della giustizia sportiva, assieme ad altri due indagati, Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento balneare a Cervia) e Nicola Santoni, ex preparatore atletico del Ravenna Calcio, sarebbe coinvolto nella combine di tre partite dell’Atalanta del campionato di Serie B della scorsa stagione.

Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero anche tre partite di serie A sospette: Napoli-Sampdoria, Brescia-Lecce e Brescia-Bari.

Secondo gli inquirenti Doni, che ora è in isolamento, all’arrivo degli agenti avrebbe provato a scappare raggiungendo il garage della propria abitazione (leggi l’approfondimento sulle partite truccate).

Secondo tempo – Nell’ambito dell’inchiesta diretta dal rocuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Di Martino, i provvedimenti restrittivi emessi dal gip Guido Salvini riguardano, tra gli altri, Carlo Gervasoni (calciatore del Piacenza, sospeso dall’attività agonistica), Filippo Carobbio (calciatore dello Spezia), Alessandro Zamperini (ex calciatore di Serie B e Lega Pro) e Luigi Sartor (ex giocatore di Parma, Vicenza, Inter e Roma).

Gli indagati devono rispondere dei delitti di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. L’operazione di oggi costituisce la seconda tranche dell’inchiesta, sempre condotta dalla Procura della Repubblica di Cremona, conclusasi lo scorso giugno, con i provvedimenti a carico di 16 altri indagati, tra i quali l’ex calciatore Giuseppe Signori e gli giocatori: Marco Paoloni, Vincenzo Sommese e Marco Micolucci.

Base a Singapore – Roberto Di Martino, il procuratore di Cremona che conduce l’inchiesta, ha spiegato l’organigramma dell’associazione che mirava a pilotare gli incontri: per i numerosi personaggi stranieri coinvolti sono state avviate le rogatorie per ottenere la loro estradizione. Il magistrato ha sottolineato come l’associazione avesse caratteristiche “transnazionali”, e che per le indagini è stata fondamentale la collaborazione di forze di polizia estere, nel dettaglio quelle di Croazia, Germania, Finlandia e Ungheria.

Di Martino ha sottolineato come non ci siano ulteriori episodi di combine rispetto a quelli contestati lo scorso giugno, ma “si sono enormemente concretizzate le responsabilità di fronte anche a un pericoloso intervento di inquinamento probatorio”. Il vertice dell’organizzazione criminale aveva base a Singapore e ‘filiali’ operative nell’Europa dell’est. Secondo la procura di Cremona al vertice c’era Eng Tan Seet, detto Dan, che tramite una rete di collaboratori lavorava per alterare incontri nei campionati italiano e di altri paesi. Gli inquirenti hanno verificato come le puntate sulle partite combinate venissero effettuate su siti collocati in prevalenza in Asia e ritenuti più sicuri per evitare eventuali controlli.

Chili di euro – Tra i meandri dell’organizzazione spunta anche tal Huat Choo Beng, che nella rete gestiva il calcioscommesse. Dall’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, si legge che “al momento dell’imbarco a Singapore, il 4 novembre scorso, il trolley di Choo Beng Huat aveva con sè pesava 9 kg mentre al mmento del reimbarco, sei ore dopo, a Milano Malpensa pesava soltanto 8 kg”.

Tra il 2009 e il 2010, continua l’ordinanza, lo stesso Huat Choo Beng aveva volato 26 volte tra Singapore e Milano: “E’ pressoché certo che sia giunto in Italia solo per consegnare qualcosa per conto dell’organizzazione. Una somma di denaro destinata a finanziare attività illecite da parte dell’organizzazione”.

Il procuratore federale Stefano Palazzi, secondo quanto si è appreso, sarebbe già al lavoro sul nuovo capitolo dello scandalo che ha portato agli arresti 17 persone: le indagini sportive sul calcioscommesse avranno un processo bis.

Quando Palazzi chiuse l’inchiesta sul primo filone aveva aperto un fascicolo bis in attesa di ulteriori sviluppi, mentre ora ha chiesto al magistrato di Cremona Di Martino di riceve una copia degli atti utili ai fini dell’inchiesta sportiva. Alla luce dei nuovi sviluppi, Palazzi ha chiesto e ottenuto alla Corte di Giustizia federale la proroga delle indagini sul calcioscommesse: ora si attendono i nuovi atti, appena la magistratura ordinaria lo riterrà possibile

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