Il segretario del Pdl: “Noi e la Lega divisi soltanto sull’esecutivo, restano gli ideali comuni per l’alleanza”

Angelino Alfano

Guarda avanti con ottimismo, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, tanto ad un futuro ritorno al Governo quanto ai rapporti con la Lega.

Ottimismo rinvigorito dalla cena di auguri natalizi con i fedelissimi del partito in Toscana: in 4500 sono giunti ieri sera alla Fortezza da Basso di Firenze a brindare con Denis Verdini, Altiero Matteoli, i consiglieri regionali e vari eletti degli enti locali.

Quella del Governo Monti, ha ribadito Alfano, è stata una scelta “di emergenza” e perciò transitoria: “tra le elezioni con lo spread a 500 e questo esecutivo è meglio che ci sia un Governo Monti, di tregua e di emergenza, proiettato, ovviamente a cedere il passo nella normale dialettica al Governo che poi sarà scelto dagli italiani”.

Una transizione che condiziona l’alleanza con la Lega Nord, ma solo in quel di Roma: “la Lega governa con noi in oltre 20 province – ha detto Alfano – resta la diversità di vista sul governo nazionale, ma restano la solidità e il filo, importante, che tiene uniti Pdl e Lega nelle amministrazioni locali. L’alleanza oggi vive un momento di traversia, non dobbiamo inseguirsi reciprocamente”. Ciò precisato, “gli ideali che ci hanno tenuti uniti per tanti anni non sono scomparsi in un giorno”.

Cauto, poi, il segretario del Pdl sulla questione dell’articolo 18: “non lo abbiamo mai considerato un tabù – ha risposto ai giornalisti – e occorre fare di tutto per garantire maggiore occupazione”. L’unica priorità non è quindi la spesa pubblica: “nel senso generale sulle politiche del lavoro occorre considerare i numeri, che sono quelli che derivano dal bilancio dello stato”, da abbinare però “con le virte delle persone. Dietro ogni numero, nelle politiche del lavoro, c’è una persona”, ha aggiunto Alfano.

Dal segretario del Pdl, a conclusione della serata fiorentina, un ricordo per “i ragazzi senegalesi uccisi e feriti” e “un grande applauso al popolo senegalese, dicendo che Firenze non è quella, l’Italia non è quella, l’Europa non è quella. Noi siamo un popolo solidale”.

© Riproduzione Riservata

Commenti