Se ne va dopo lunga malattia a 75 anni il primo presidente della Cecoslovacchia postcomunista

Vaclav Havel

La morte si è portato via Vaclav Havel, il primo presidente ceco dopo la caduta del Comunismo.

Se ne è andato nella notte all’età di 75 anni, e probabilmente è spirato per un’affezione al sistema respiratorio, che aveva contratto durante gli anni della permanenza nelle carceri comuniste.

Con lui se ne va un pezzo della storia dell’Europa e forse anche la sua coscienza civile e morale. Se ne va un grande uomo, che ha simboleggiato un impegno attivo per il bene comune, per la democrazia e per il progresso morale e civile del suo paese.

Un esempio difficilmente imitabile nell’Europa di oggi fatta di banchieri e di ragionieri e di strateghi, che hanno dimenticato ogni slancio ideale. Letterato e politico  è  stata una delle figure più affascinanti della storia europea del Novecento e si è distinto per la sua ansia di cambiamento e per la sua capacità di difendere fino in fondo le sue idee e soprattutto per l’impegno per i diritti civili. Un esempio che l’Italia, che vive una stagione buia ed oscura, dovrebbe seguire.

Nel nostro paese fatto di grigi ed oscuri burocrati, avremo bisogno di un ritorno alla politica come cultura dell’impegno per la comunità e per il bene comune e soprattutto come servizio per i cittadini. L’esempio di Havel dovrebbe darci quello slancio ideale di cui abbiamo bisogno per uscire dal fondo in cui siamo precipitati .

Havel è un modello che noi tutti dovremmo seguire  e da cui dovrebbero imparare che non è mai possibile scindere politica e cultura, e che  abbiamo bisogno di persone di grande levatura e sensibilità per uscire dal baratro in cui siamo precipitati.

La mediocrità e soprattutto il basso livello dei nostri politici la dice lunga. Finché avremo uomini che non hanno né ideali  né sogni difficilmente potremo immaginare per il nostro paese un nuovo orizzonte.

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