Novamusa fa ricorso e ottiene lo stop all’apertura delle buste per l’assegnazione dei servizi nel sito archeologico

Teatro Antico di Taormina

“Fumata nera” per la nuova gestione del Teatro Antico. Giovedì pomeriggio era in programma a Palermo l’assegnazione per i prossimi quattro anni dei servizi del Teatro ad un nuovo ente gestore.

Ma l’espletamento della gara presso l’assessorato ai Beni Culturali non c’è stato. Un ricorso presentato al Cga dalla “Novamusa” ha bloccato infatti in extremis la procedura di gara per l’assegnazione della nuova gestione del Teatro Antico. E così è stata annullata la seduta pubblica della Commissione di gara incaricata per il bando.

Tra le varie istanze pervenute a Palermo, la commissione preposta ha ammesso alla fine tre enti che si contenderanno l’aggiudicazione: sono il “Consorzio Civita” di Roma, la Società Consortile “Taormina Etna” e la cooperativa “Codess cultura” con sedi a Venezia e Torino.

La “Novamusa”, la società cioè che sinora ha gestito in questi anni il Teatro, aveva partecipato alla gara ma era stata esclusa dalla fase finale dell’iter per l’assegnazione. Da qui la decisione di ricorrere al Cga di Palermo per bloccare l’individuazione di un soggetto preposto a sovrintendere i servizi nel monumento.

Nelle scorse ore era attesa la comunicazione del punteggio di ogni singola proposta tecnica dei tre enti rimasti in gara, con l’apertura delle buste contenenti l’offerta economica: un passaggio poi, come detto, slittato per l’istanza pendente al Consiglio di Giustizia Amministrativa.

Gestire a 360 gradi i vari siti siciliani, e tra questi il Teatro di Taormina: questa la linea guida predisposta nel bando dell’assessorato ai Beni Culturali, che tra i servizi “aggiuntivi” stavolta non ha inserito solo quelli classici come la biglietteria, punto ristoro e bookshop, ma anche l’organizzazione di eventi di comunicazione e l’opportunità utilizzo di alcune aree per fini pubblicitari.

Il sistema organizzativo del Teatro dovrebbe essere affidato per il periodo 2012-2016 nel contesto di un pacchetto-servizi che vale ben 998 mila euro, e quella del Teatro Antico di Taormina è la stima più alta di tutti i siti siciliani considerati. Il ricorso della “Novamusa” blocca la gara e adesso non si sa con esattezza quali potranno essere i tempi per l’espletamento del bando: si dovrà prima attendere, ovviamente, l’esito della contesa al Cga tra la società esclusa e la Regione.

Imprese, associazioni e consorzi sono entrati in competizione già nel 2012 nel “lotto 3” della Provincia di Messina che comprende oltre a Taormina anche l’area archeologica e il museo di Giardini. Il canone annuo per la gestione dei servizi è stato fissato in 62 mila euro. Gli sviluppi della vicenda vengono seguiti anche dal Comune di Taormina, che dfi recente è entrato in contenzioso proprio con la “Novamusa”.

La casa municipale ha dato incarico ad un legale per procedere al fine di recuperare un credito vantato nei confronti della “Novamusa srl”, la societa che era preposta in precedenza al servizio di bigliettazione del Teatro Antico. L’importo reclamato è pari a circa un milione 509mila euro, riferito appunto alle somme dovute per la gestione del sito. Si tratta di somme non versate all’ente locale ed inerenti le ultime due annualità, dall’2009 in poi.

La contesa concerne le cifre che spettano a Palazzo dei Giurati come percentuale sul pagamento dei biglietti d’ingresso alla visita del Teatro Antico, senza i quali al momento non si può provvedere alla manutenzione e salvaguardia di alcuni siti taorminese di interesse storico.

Una cifra di indubbio rilievo, perchè il 30% annuo sui biglietti d’ingresso al Teatro dovrebbe garantire al Comune almeno 700 mila euro circa. Sono stati, invece, recuperati da Palazzo dei Giurati 406 mila euro che riguardavano gli incassi dei biglietti del Teatro Antico inerenti il 2003.

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