Indignazione e protesta contro il piano che taglia le linee da e per il Sud. A Milano i lavoratori salgono sulla torre

Trenitalia

Dal 12 dicembre scorso 800 lavoratori delle società di gestione, manutenzione e pulizia dei Wagon Lits, i treni notturni, sono disoccupati. Così Trenitalia divide l’Italia e umilia il Sud ma pochi ne parlano.

Sono 800 i lavoratori ed altrettante le famiglie in presidio continuo adesso alla Stazione Centrale di Milano, e spiegano che “un servizio dall’importante impatto sociale viene sostituito da Trenitalia con regolari corse dei treni Frecciarossa”.

La protesta, con l’occupazione da parte di tre lavoratori di una torre-faro sui binari della Stazione, è giunta ormai al sesto giorno, “ha avuto inizio grazie all’iniziativa dei nostri compagni che hanno deciso questa forma estrema di protesta, la cui determinazione ha poi coinvolto tutti noi per cui resteremo al loro fianco anche a Natale, capodanno e l’Epifania, fino a che non ci verrà restituito il lavoro” .

Con il nuovo piano commerciale, i cambi di orario e i treni soppressi, da domenica scorsa, Trenitalia, ha schiaffeggiato l’Italia infliggendo un duro colpo alle regioni meridionali.

L’autore di questa vergogna ha un nome e un cognome: Massimo Moretti, amministratore delegato di Trenitalia. Un manager dal lauto conto in banca, che nel novembre 2009 sull’esatto ammontare del suo compenso ebbe a dichiarare: “Io prendo 690 mila euro l’anno, più 190 mila se raggiungo gli obiettivi”.

Non sappiamo e non ci importa sapere quanto percepisca adesso il signor Moretti, tuttavia abbiamo l’assoluta certezza che i suoi emolumenti superano di gran lunga quelli dei lavoratori di Trenitalia e il monte risparmi che hanno in banca gli 800 dipendenti rimasti senza un futuro.

Moretti è lo stesso “cervellone” che sta praticamente togliendo i treni dalla Sicilia e si sta rendendo autore di scelte che a suo dire risanano i conti di Trenitalia ma che nella sostanza dei fatti stanno invece flagellando un’azienda che dovrebbe collegare tutta l’Italia e ora l’hanno invece spezzata in due. 

E’ un vero delirio strategico e decisionale, quello da tempo posto in atto da Moretti, che va ben oltre la logica di una drastica riduzione dei collegamenti ferroviari da e verso il Sud, in particolare in relazione alla fascia più economica dell’offerta, ovvero quella dei treni notte. Il “supermanager” Moretti ha diviso l’Italia come nemmeno i politici più scellerati sono mai riusciti a fare.

A fronte di un potenziamento dei collegamenti sulla linea adriatica (6 corse giornaliere Lecce-Milano, 2 corse Lecce- Torino, 10 corse Bari-Milano e 2 Taranto-Milano), la nuova offerta Trenitalia prevede una netta riduzione dei collegamenti notturni (Intercity ed Espressi). Una scelta, sottolinea l’azienda, dovuta al drastico calo di viaggiatori e ricavi e legata alla diffusione dei voli low cost, che ha reso quindi necessaria una “rimodulazione” dell’offerta notte, così spiegata da Trenitalia: “In accordo con il committente pubblico, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, – si legge nel comunicato che ha illustrato il nuovo orario – l’offerta è stata sottoposta ad un’attenta razionalizzazione con l’obiettivo di renderla coerente all’effettiva domanda e alle risorse finanziarie disponibili, salvaguardando il diritto alla mobilità di tutte le aree geografiche e demografiche interessate”.

“A tale scopo – prosegue il comunicato – è stato creato l’hub di Bologna Centrale che diventa capolinea per i convogli giorno/notte da e per la Puglia. Così facendo i treni notte viaggeranno esclusivamente nella fascia notturna. Lungo la direttrice adriatica l’hub di Bologna offrirà un’altrettanto ampia offerta di servizi diurni da e per Torino, Milano, Bolzano, Venezia, Trieste e gli altri capoluoghi del nord”.

Trenitalia vorrebbe far credere che è stato fatto tutto il possibile è stato fatto per salvaguardare le esigenze di mobilità dei viaggiatori. Ma la mobilitazione contro le decisioni di Rfi è già scattata e non si fermerà. Ci sono inetere famiglie che hanno perso il lavoro e con esso la dignità di una vita intera spesa per portare uno stipendio a casa.

La nuova offerta Trenitalia, infatti, non comporta soltanto una riduzione dei collegamenti da e verso il Suid, ma porta con sè anche dei pesanti contraccolpi occupazionali, legati al licenziamento degli 800 dipendenti della Servirail, la società che si occupava del servizio sui treni notturni di Trenitalia.

Un promemoria che vale la pena ricordare al signor Moretti, come ovviamente anche al governo Monti.

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