Marcegaglia lancia l’ennesimo allarma: “Italia già in recessione. Inflazione, +4,2% sul carrello della spesa”

Emma Marcegaglia

Sull’eurozona cade «l’inverno della recessione» che «in Italia è iniziata prima e risulterà più marcata».

Ad annunciarlo è Confindustria il cui Centro studi prevede anche 800mila posti di lavoro in meno nel 2013. L’Istat lancia l’allarme: a novembre i prezzi della spesa hanno registrato un aumento su base annua del 4,2%.

«La situazione è anche peggio di quello che ci aspettavamo, ma possiamo uscirne», è il commento del ministro dello Sviluppo Corrado Passera che conferma: «Siamo in recessione. Guardiamo i numeri: ci siamo dentro» anche se «per colpe non nostre perché viene da fuori». Mentre sul fronte del lavoro c’è «una condizione ai limiti della sostenibilità».

Poi un accenno anche ai temi del decreto salva-Italia: «Sulle liberalizzazioni le resistenze sono pazzesche, ma andremo fino in fondo». Affondo in mattinata del presidente di Confindustria Marcegaglia. «In un momento di estrema crisi vediamo inaccettabili barricate e la politica si inginocchia. Governo ripristini liberalizzazioni su taxi e farmacie».

Crollo del Pil. Il centro studi di Confindustria prevede un crollo del Pil di 2 punti percentuali tra la scorsa estate e la prossima primavera. Le stime per il 2012 sono state tagliate dal +0,2% al -1,6%, per il 2011 dal +0,7% al +0,5%.

Disoccupazione al 9% a fine 2012. Confindustria giudica «molto probabile che si attenui il reintegro delle persone in cassa integrazione, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9% a fine 2012». Con altre 219 mila persone occupate in meno il biennio 2012-2013 si chiuderà con un calo di 800 mila da avvio crisi a inizio 2008.

Se si guarda al dato statistico delle Ula, le unità di lavoro equivalenti a tempo pieno, sono 766mila quelle perse da inizio 2008 (con un recupero dopo il picco negativo di un milione e 115mila toccato nel terzo trimestre 2010), ma con l’occupazione di nuovo in calo dal 2012 saranno 957mila a fine 2013.

Condizioni mercato lavoro in deterioramento. Il Centro studi di viale dell’Astronomia rileva che «le condizioni del mercato del lavoro italiano sono in deterioramento». Dopo un aumento dell’occupazione quest’anno (+0,9% calcolato), «nel 2012 è atteso un calo dello 0,6% e nel 2013 dello 0,2%, anche se nel corso del 2013 le variazioni congiunturali torneranno positive».

La flessione di attività nella seconda parte di quest’anno «ha interrotto il rilancio della domanda di lavoro» che «era iniziato a fine 2010». Pesa il rischio, con il calo dei livelli di attività previsto fino a metà 2012, che «il grado di reintegro dei cassintegrati scenda sotto i valori finora osservati». Con la recessione si «riducono significativamente» gli spazi per «il trattenimento dei lavoratori da parte delle imprese».

Senza manovra Monti fallimento. Quanto alla manovra Monti, viale dell’Astronomia sottolinea che con il decreto, che «potrà consentire il pareggio di bilancio nel 2013», gli obiettivi sono «più credibili».

Il testo è fatto per «gran parte» di entrate: 88,6% nel 2012. Le manovre frenano il Pil (che altrimenti sarebbe positivo nel 2012) ma senza saremmo in «un percorso pre-fallimentare». Per gli economisti di via dell’astronomia «il saldo primario passerà dal -0,1% del Pil nel 2010 al +5,5% nel 2013. Per concentrazione nel tempo è una correzione senza pari né nella storia della finanza pubblica italiana né nel presente confronto internazionale». «Grazie a queste manovre e al raggiungimento di un ampio avanzo primario, che andrà mantenuto nel tempo per molti anni a venire, il debito pubblico inizierà a ripiegare nel 2013, scendendo al 118% del Pil dal 121,3% del 2012, nonostante la bassa crescita».

Pesano gli «effetti inevitabilmente restrittivi» di un forte sbilanciamento sulle entrate. Ma «chi argomenta che al netto di tali interventi la dinamica dell’economia italiana si sarebbe mantenuta positiva l’anno prossimo e nettamente sopra l’1% nel 2013 non considera che il debito sarebbe salito a ritmi insostenibili e si sarebbe avvitata la spirale con la più elevata spesa per interessi. Un percorso pre-fallimentare».

Pressione fiscale al 45,5% del Pil. «La pressione fiscale raggiungerà livelli record: 45,5% del Pil tra due anni, inclusi i tagli alle agevolazioni fiscali che dovranno scattare a partire dall’ultima parte del 2012». «La pressione effettiva, che esclude il sommerso dal denominatore, supera abbondantemente il 54%». Livelli «insostenibili» già quest’anno (51,3%), dice l’associazione degli industriali, «specie se si considera che non corrispondono servizi pubblici adeguati». In Europa peggio solo in Francia e Belgio.

Serve stagione di riforme. La manovra, sottolinea comunque Confindustria, è «un primo passo nella direzione della crescita». Comunque gli effetti restrittivi, «la stessa sostenibilità del debito e la necessità di riportare redditi e occupazione sui livelli pre-crisi (il Pil pro-capite risulterà nel 2013 dell’8,3% inferiore ai valori 2007)», per Confindustria «impongono di aprire una breve e fitta stagione di riforme che innalzi il tasso di crescita dell’economia italiana migliorando l’efficienza della pubblica amministrazione, accorciando drasticamente i tempi della giustizia, aumentando il grado di concorrenza nei servizi, elevando quantità e qualità dell’istruzione, rimuovendo gli ostacoli all’occupazione, potenziando la protezione del welfare, incentivando e promuovendo ricerca e innovazione, innalzando il tasso di occupazione giovanile e femminile, riducendo i divari regionali».

«Nella giusta direzione» vanno «l’allungamento della vita lavorativa e i provvedimenti liberalizzatori inseriti negli ultimi atti governativi vanno nella giusta direzione».

Crisi, ripresa da primavera 2012. «L’esito più probabile» della crisi è una ripresa «dalla tarda primavera 2012». Confindustria crede nel «lieto fine» ma avverte che saremo a un bivio «senza mezze misure» con dissolvimento dell’euro, fallimento di imprese e banche, milioni di posti lavoro persi, crisi del debito anche nei Paesi virtuosi. «La contrazione potrà essere breve e moderata oppure molto profonda e prolungata». Il rapporto di dicembre del Centro studi evidenza che «si è giunti a una netta biforcazione».

Se si dimostreranno efficaci le misure varate in Italia «si imbocca il rientro in tempi sufficientemente rapidi dalle eccessive e insostenibili tensioni sui titoli sovrani». Oppore, «si prosegue con l’attuale quadro fatto di enormi divari tra i rendimenti dei titoli di Stato che finirebbero anzi con l’ampliarsi, di congelamento dell’interbancario, di frammentazione del credito in mercati nazionali e di prosciugamento dei prestiti, che stanno causando l’accartocciamento della domanda e delle attività produttive. La spirale debiti pubblici-difficoltà delle banche si avviterebbe in modo irreparabile».

Istat: inflazione, a novembre +4,2% su carrello spesa. Intanto l’Istat pubblica gli ultimi dati sull’inflazione. A novembre il carrello della spesa, il raggruppamento dei prodotti acquistati con più frequenza (dal cibo ai carburanti) registra un aumento annuo del 4,2%, superiore a quello di ottobre (4,1%) e all’inflazione di novembre (+3,3%). È il rialzo maggiore dall’ottobre del 2008.

I prodotti alimentari e le bevande analcoliche hanno registrato un forte rincaro, con i prezzi saliti su base mensile dello 0,7% e in termini tendenziali del 3,1%. (il rialzo annuo più forte dal febbraio del 2009).

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