Il governo pone la fiducia sulla manovra. Anche oggi bagarre della Lega: Fini espelle due deputati dall’aula

la Lega continua a protestare

Le «resistenze» alle liberalizzazioni «non sono una novità in Italia né in Europa e spesso non vengono risolte al primo colpo, ma si possono superare con una determinazione tenace». Lo dice Mario Monti, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi seguita a un incontro con gli enti locali.

Il premier ha anche parlato del Piano Sud, discusso a palazzo Chigi tra il governo e i presidenti di sei regioni del Sud, non attribuisce nuovi fondi alle regioni meridionali, ma serve «a usare meglio quelli già assegnati, in particolare 3,1 miliardi dei 26 miliardi di euro
che le Regioni dovranno spendere entro il 2015».

Intanto il governo ha posto la fiducia alla Camera sulla Manovra economica: lo ha annunciato nell’Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, precisando che la fiducia è «sul testo approvato dalle commissioni».

Stamane alla Camera la seduta è stata sospesaper le proteste della Lega che ha esposto alcuni cartelli contro la manovra. Il presidente Gianfranco Fini ha espulso Gianluca Bonanno e Fabio Rainieri, che li avevano alzati. «Abbiate atteggiamento consono. Sono i pecorai che fischiano non i deputati» aveva richiamato poco prima il presidente Fini, in risposta ai fischi partiti dai banchi del Carroccio che ha messo in atto un atteggiamento ostruzionistico questa mattina contestando il processo verbale in modo da allungare ulteriormente i tempi dopo la seduta fiume di questa notte.

E’ durata quasi sette ore la maratona notturna in aula alla Camera, dalle ventuno di ieri sera fino ad oltre le quattro del mattino, che ha visto anche in questo caso i deputati della Lega alternarsi con interventi a ripetizione nella discussione generale sugli emendamenti alla manovra. Presenti e a parlare in aula praticamente solo loro, oltre alla presidenza di turno. Conclusi gli interventi del Carroccio la seduta è stata sospesa.

I lavori della Camera riprendono alle 10 quando, come preannunciato ieri dal Ministro per i rapporti con il Parlamento Pietro Giarda, il Governo porrà la fiducia sul proprio testo, stroncando così l’esame degli emendamenti. A norma di Regolamento, i lavori di Montecitorio saranno quindi interrotti per 24 ore: si riprenderà domani mattina con il voto sulla fiducia. E quindi, in serata, con il voto finale sul testo della manovra che verrà trasmesso al Senato per un nuovo esame a tempo di record per arrivare alla conversione definitiva in legge del ‘decreto salva-Italia’ di Monti entro Natale.

Il voto sulla fiducia e sulla manovra, accompagnato dalle proteste leghiste, segnerà anche la consacrazione della maggioranza a tre Pdl-Pd-Terzo Polo a sostegno del Governo. Al termine di una infuocata assemblea dei gruppi parlamentari dipetristi, Italia dei Valori – che aveva votato la fiducia al momento della nascita del Governo Monti – ha avallato l’indicazione del leader Antonio Di Pietro contraria a fiducia e manovra.

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