Federconsumatori e Adusbef hanno fatto un calcolo dell’impatto della manovra del Governo sugli italiani 

manovra Monti

La manovra varata dal Governo Monti vale a regime una stangata da 1.129 euro annui a famiglia.

Il calcolo è di Federconsumatori e Adusbef che sottolineano come l’impatto vada ad aggiungersi a quello gia’ determinato dalle manovre approvate dal Governo Berlusconi, per un totale di 3.160 euro.

Nel 2014 una famiglia di tre componenti con una retribuzione netta di circa 32.000 euro nel 2011 registrera’ a seguito delle varie manovre correttive una caduta nella capacita’ di consumo di circa il 7,6% annuo. In particolare, l’impatto sara’ di 197 euro annui per i tagli e di 932 euro annui sul versante delle maggiori imposte.

Sul primo fronte il mancato adeguamento delle pensioni oltre i 1.000 euro vale 34 euro all’anno, mentre i tagli agli enti locali ne valgono 163. Per quanto riguarda le tasse, l’aumento dell’Iva viene quantificato in 270 euro all’anno, l’Imu sulla prima casa in 405 euro, quello delle accide della benzina in 120 euro, il bollo sui depositi fino a 5.000 euro in 47 euro e l’addizionale regionale allo 0,3% in 90 euro.

Allarmate le due associazioni secondo cui “una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sara’ quello di accentuare la recessione economica e le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza”.

Intanto Monti ottiene nella nottata di mercoledì ha ottenuto il via libera dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera alla manovra economica.

Di conseguenza, il dibattito nell’Aula di Montecitorio iniziera’ questa mattina alle 10. Il governo chiedera’ il voto di fiducia come deciso nella riunione del Consiglio dei ministri di ieri. Si prevede che dopo il voto della Camera la manovra possa passare al Senato il 21 dicembre per essere approvata definitivamente entro il 23.

Dopo le 22, quando erano stati definiti gli emendamenti del governo, il premier inizia la sua audizione presso le commissioni della Camera. ”Siamo in grado di accogliere suggerimenti per rafforzare l’equita’ del provvedimento per salvare l’Italia”, avverte in apertura sottolineando ”la natura strutturale di molti interventi e l’equilibrio dell’azione intrapresa con numerosi e durevoli elementi di equita”’. Non manca il riconoscimento del valore positivo del confronto parlamentare: ”Le vostre critiche e il dialogo con voi ci hanno indotto a migliorare il tutto”.

Monti difende la strategia che si attua con i nuovi provvedimenti economici: ”La manovra porta un aumento della pressione fiscale ma l’alternativa sarebbe stata un avvitamento nella crisi del debito sovrano che porterebbe non alla recessione ma alla distruzione del patrimonio e all’evaporazione del reddito degli italiani”.

Il presidente del Consiglio spiega poi perche’ tra gli emendamenti del governo non c’e’ la patrimoniale chiesta in particolare dai sindacati: ”Non e’ stato possibile tassare la ricchezza familiare a partire dai grandi patrimoni. Ho chiesto ai tecnici se fosse possibile farlo subito e mi hanno risposto che non sarebbe stato possibile prima di due anni.

Intervenendo subito avremmo abbaiato e non morso”. Quegli stessi tecnici avrebbero segnalato il rischio di una fuga dei capitali all’estero nel caso del varo immediato di una tassa patrimoniale.

Monti replica anche alla critica di una non sufficiente equita’ presente nella manovra: ”Dire ‘pagano sempre i soliti’ e’ rifarsi a luoghi comuni. Abbiamo identificato nuova materia: a pagare saranno nuovi noti, in modo tale che potremo tassare meno le imprese e il lavoro come si conviene a un’economia che vuole crescere”.

Dopo questa premessa, il premier passa a illustrare le modifiche alla versione iniziale della manovra: ”Il blocco delle indennita’ per le pensioni non riguardera’ la maggior parte dei pensionati e sara’ compensato dalla tassazione sullo scudo. Ci sara’ una tassa del 4 per mille sui capitali scudati e sara’ il prezzo per proseguire l’anonimato”.

La rivalutazione automatica delle pensioni e’ percio’ riconosciuta ”per l’anno 2012 esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo” (circa 1400 euro). Lo prevede l’emendamento del governo nel quale si precisa che, per il 2013, si torna al blocco della rivalutazione per le pensioni oltre due volte il minimo. Per quanto riguarda le cosiddette ”pensioni d’oro”, l’emendamento dell’esecutivo prevede un contributo del 15% per la parte eccedente i 200 mila euro.

Monti spiega inoltre che ”la tassa sul patrimonio immobiliare esiste in tutti i paesi d’Europa: segnalo che l’Imu elaborata da un prezioso lavoro di questo Parlamento ha caratteristiche di maggiore equita’ rispetto alla vecchia Ici. Un patrimonio immobiliare di imprese e famiglie valutato, sulla base delle rendite catastali non rivalutate, in 1330 miliardi di euro produce una tassazione di oltre 10 miliardi, di cui solo 2,4 sulla prima casa, con una sensibile riduzione rispetto ai vecchi 3,2 miliardi della vecchia Ici”.

L’emendamento presentato dal governo su questo punto prevede che la detrazione per la nuova Imu sulla prima casa salga da 200 euro fino a un massimo di 400. L’aumento della detrazione e’ di 50 euro nel caso di figli di eta’ non superiore a 26 anni, purche’ residenti nell’unita’ immobiliare che risulta essere l’abitazione principale. Monti precisa che il governo non intende promuovere ”un fisco repressivo”.

Gli emendamenti del governo prevedono pure lo slittamento dal 2012 al 2013 di alcune norme sulle liberalizzazioni, tranne quella sulle farmacie (la liberalizzazione non riguardera’ la categoria dei taxisti). Un’altra novita’ e’ l’imposta da 34 euro dal primo gennaio 2012 sugli estratti conto inviati dalle banche ai clienti, se il cliente e’ persona fisica, e di 100 euro se il cliente e’ soggetto diverso da persona fisica. Si prevede anche un’imposta dell’1 per mille nel 2012 e dell’1,5% a decorrere dal 2013 per le comunicazioni alla clientela relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, esclusi i fondi pensione e i fondi sanitari.

Per quanto riguarda il taglio ai costi della politica, slitta al 31 dicembre 2012 il termine entro cui dovranno essere ridefinite le funzioni delle Province. Si stabilisce tuttavia che entro il 31 marzo 2013 dovranno decadere giunte e consigli in carica. Il governo prevede una disciplina transitoria per gli enti in scadenza anticipata ed esclude dalla normativa le province autonome.

I consiglieri delle Circoscrizioni municipali e quelli delle Comunita’ montane attualmente in carica manterranno il loro gettone sino a fine mandato. Il decreto del governo stabilisce infatti la gratuita’ delle cariche negli enti territoriali non previsti dalla Costituzione. Tale norma entrera’ in vigore con il rinnovo delle cariche.

Del taglio delle indennita’ di deputati e senatori si occupera’ invece il Parlamento. Un emendamento presentato dal governo fa un passo indietro rispetto all’ipotesi che il provvedimento potesse essere contenuto nella stessa manovra. Si riconosce percio’ che il problema non e’ di competenza dell’esecutivo.

Dopo l’audizione di Monti e la presentazione degli emendamenti da parte dell’esecutivo, restano immutate le posizioni dei partiti. Lega e Idv confermano il proprio voto contrario. Pdl, Pd e Terzo polo – pur con qualche distinguo – voteranno la fiducia al governo.

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