Dal Carroccio cartelli contro la “manovra-rapina” che “ruba pensioni”. Schifani costretto a sospendere seduta

Mario Monti

La Lega fa scoppiare la bagarre al Senato con cartelli e insulti contro la manovra.

Il presidente di palazzo Madama Renato Schifani è stato costretto a sospendere la seduta e ha censurato l’esponente del Carroccio Enrico Montani per gli insulti rivolti questa mattina in Aula alla presidenza dopo la bagarre che ha interrotto più volte l’intervento di Monti. Il premier nell’informativa sul Consiglio europeo ha assicurato che l’Italia è più credibile in Europa.

E’ un intervento a singhiozzo quello del primo ministro sull’esito del Consiglio d’Europa, fermato più volte dalla Lega che ha criticato la “manovra-rapina” che “ruba pensioni” innescando una vera e propria bagarre in Aula.

Il presidente Schifani ha dovuto sospendere per 15 minuti la seduta. Sono volate parole grosse nei confronti del premier e del presidente del Senato da parte di alcuni, tanto che, riferiscono diversi senatori, sono riecheggiati in Aula anche insulti personali. In particolare, qualche senatore leghista si sarebbe rivolto con un “va a cagare” ai banchi della presidenza, senza che i testimoni potessero raccontare se riferito a Monti o a Schifani.

Inoltre, i senatori del Carroccio hanno esposto cartelli contro la manovra finanziaria: “Manovra Rapina” e “Rubano le pensioni” è quanto è stato possibile leggere. Il presidente del Senato, vista l’insostenibilità della situazione, ha sospeso la seduta per poi riavviarla dopo poco.

Tornata la calma al Senato e ripreso il suo discorso, il presidente del Consiglio, Mario Monti ha annunciato di voler cogliere il monito dei cartelli esposti dalla Lega (Basta tasse) per annunciare l’apertura dell’Italia, in sede europea, alla tassa sulle transazioni finanziarie. Secondo il Professore, il risultato del Consiglio Europeo dell’8 e 9 dicembre “non è stato per ora all’altezza delle nostre aspettative ma è stato abbastanza significativo”, in particolare sul tema degli eurobond che verrà inserito nel rapporto che van Rompuy, Barroso e JUncker presenteranno entro il 31 marzo, e sul rafforzamento dell’operatività del fondo salva-Stati.

Quanto al fondo salva-Stati, si va “verso il rafforzamento” della sua operatività, “sia con il potenziamento delle sue risorse sia affidando alla Bce il compito di operare come agente del fondo nella collocazione dei suoi titoli”. Inoltre “viene accelerata l’entrata in funzione del meccanismo europeo di stabilità” che sarà in vigore “con l’adesione di Paesi che rappresentano almeno il 90% degli impieghi finanziari”. Un dettaglio che “pu sembrare solo tecnico”, ma che significa che non ci sarà possibilità di veto da parte di piccoli Paesi e “si potrà procedere più speditamente”.

Infine Monti ha concluso il suo intervento annunciando la propria disponibilità a incontrare il Parlamento “in via preventiva” prima dei prossimi Consigli d’Europa, non dopo, come successo per quello dell’8 e 9 dicembre, esigenza dettata dalla “straordinaria urgenza”, ma questo non è bastato a sedare gli animi dei leghisti che hanno protestato contro il presidente del Consiglio per tutta la mattina. A fine intervento, infatti, i senatori del Carroccio hanno intonato il tradizionale coro ‘Vergogna, Vergogna’, mentre il resto dell’Aula applaudiva il premier.

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