Turismo ormai stagionale: Acqua Marcia sospenderà 40 dipendenti, Orient-Express mette 25 unità in mobilità

Hotel San Domenico

La crisi si avvia a trasformare Taormina in una realtà soltanto stagionale. L’avevamo anticipato nei giorni scorsi e adesso ecco le conferme ufficiali e inequivocabili.

La vecchia capitale del turismo siciliano, oggi più che mai, “vede” il tracollo, e la riprova di un paese che non riesce a fare turismo oltre i mesi estivi, arriva dai grandi gruppi alberghieri, costretti a prendere atto del momento difficile con la sospensione e il licenziamento di numerosi lavoratori.

Non è il solito “rituale” della bassa stagione: stavolta il futuro è davvero a rischio e fa paura a tante famiglie. Taormina non riesce a rilanciarsi e l’economia arretra. Le aziende e le rispettive strutture ricettive, sono impossibilitate ad avere un adeguato ritorno a fronte di ingenti investimenti sostenuti per ristrutturazioni, ammodernamento e promozione.

Eloquente – come riporta l’edizione odierna della Gazzetta del Sud -quanto deciso da “Acqua Marcia” (proprietaria dell’hotel San Domenico) e “Orient-Express” (proprietaria dell’hotel Timeo e di “Villa S. Andrea”).

“Acqua Marcia” ha sottoscritto un accordo sindacale con Fisascat Cisl e Filcams Cgil, impegnandosi alla sospensione e poi la eventuale cassa integrazione in deroga dei lavoratori (le unità interessate dovrebbero essere circa 40). “Amt Real Estate” parla di “crisi nazionale e in special modo territoriale, con la conseguenza di un importante calo di fatturato e crisi di commesse. La società Acqua Marcia intende “proseguire nel piano d’investimenti attraverso lavori volti al miglioramento strutturale del “San Domenico” intraprendendo azioni concrete volte alla riduzione dei costi di gestione anche utilizzando la mobilità (come detto è stata alla fine decisa, invece, la procedura di sospensione) stante l’esubero di personale in forza”.

Poi un passaggio altrettanto emblematico: “La realtà territoriale evidenzia il permanere dello stato di crisi di un continuo calo dei consumi legati al settore turismo. L’azienda sta cercando di mantenere gli attuali livelli occupazionali nonostante una realtà territoriale caratterizzata da un flusso di lavoro legato alla stagionalità”.

Ancor più significative le motivazioni di “Orient-Express”, la quale comunica la “procedura di mobilità” con questa nota ai sindacati: “dovremo procedere a licenziamenti collettivi per la riduzione del personale”.

“Dopo due anni di attività a Taormina l’azienda ha riscontrato l’impossibilità, nonostante i tentativi svolti e l’originario piano industriale, di mantenere un’apertura annuale dei propri alberghi. Ciò a ragione della diseconomicità riscontrata, a causa del perdurare delle incertezze di mercato e dell’evidenziata e generalizzata stagionalità del flusso ricettivo turistico a Taormina. Vi è difficoltà ad avviare strumenti di sostegno al reddito nei periodi di contingente difficoltà occupazionale. Per queste ragioni l’azienda intende definitivamente offrire i propri servizi turistici in maniera stagionale nelle proprie due strutture”.

Da qui la “contrazione del numero di attività lavorative occupate a tempo indeterminato e la trasformazione di tali contratti in stagionali. Saranno coinvolti nelle operazioni 25 lavoratori”.

A fronte dei licenziamenti decisi (ed esecutivi dal 10/01/2012), ”Orient-Express” si è impegnato a dare “diritto di precedenza per future assunzioni stagionali” e possibilità di “occupazione in altre strutture del gruppo in Italia o all’estero”.

La crisi a Taormina avanza e non risparmia più nessuno: sul territorio ci sono diversi alberghi in vendita e persino aste giudiziarie in corso per hotel di lusso.

“Se gli alberghi a 5 stelle diventano stagionali – spiega Pancrazio Di Leo, segretario generale della Fisascat Cisl di Messina – significa che è il turismo a Taormina che diventa in via definitiva stagionale. Molti lavoratori rischiano di non percepire più nemmeno l’indennità minima di disoccupazione. Abbiamo già i dati del 2011 e c’è un netto aumento delle richieste di indennità a requisiti ridotti, perchè il rapporto contrattuale è sceso ormai sotto i 6 mesi. E c’è l’assenza della classe politica”.

E’, insomma, notte fonda a Taormina. E pensare che c’è ancora chi prova a minimizzare o negare il crollo totale nascondendosi nella giustificazione della “crisi internazionale”: un problema che esiste ed è innegabile ma di fronte al quale ci sono realtà che si sono attrezzate, difendendosi bene e riuscendo ad andare anzi controtendenza.

© Riproduzione Riservata

Commenti