Deposizione “rovente” del vicequestore Marco Ciacci al processo a Milano. “Si faceva pagare già da minorenne”

Kharima El Majroug, detta Ruby

“Atteggiamenti complessi a sfondo sessuale, prostituzione abituale, simulazioni di rapporti in pubblico per essere visibile agli altri anche da chi stava alle finestre; manipolativa e seduttiva per raggiungere i propri scopi”.

Sono espressioni forti che scatenano forte clamore e innescano polemiche, ma che potrebbero rappresentare già una svolta processuale, quelle del vicequestore Marco Ciacci su Kharima El Mahroug, detta Ruby.

Stando alle dichiarazioni rese in tribunale a Milano dal dirigente di Polizia, Ruby insieme Iris Berardi e Michelle Conceicao, “svolgeva abitualmente attività di prostituzione”. Lo stesso Ciacci, eseguì le indagini che poi coinvolsero dal 21 dicembre scorso l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ora a processo per concussione e prostituzione minorile. Berardi, Conceicao e Ruby fanno parte delle tre ragazze che testimonieranno al processo a carico dell’ex premier.

La deposizione di Ciacci è iniziata con tre ore di ritardo alle 14:45 di lunedì 12 dicembre, perchè prima c’era stata una lunga polemica in aula sulle modalità di acquisizione delle prove. Al fine di dimostrare l’attività di prostituta della marocchina Ruby, minorenne all’epoca dei fatti, il pm Antonio Sangermano ha mostrato in aula foto erotiche scattate in un locale notturno di Genova, l’Albikokka.

Tali scatti, erano già circolati nei mesi scorsi su alcuni siti internet. Il magistrato ha spiegato, chiedendo ai giudici di acquisire le fotografie, che sono rilevanti perché dimostrano le ”prassi comportamentali” della ragazza all’epoca delle indagini e ”la sua contiguità a contesti prostitutivi”.

Inoltre, altro dato che incastrerebbe le ragazze, riguarderebbe una lettera anonima indirizzata alla madre di Iris Berardi sequestrata durante una perquisizione e in cui si faceva riferimento all’attività di prostituzione della figlia.

La storia di Ruby è comunque segnata – sempre secondo quanto evidenziato da Ciacci – da bugie sin da quando viveva a Letojanni, a pochi km da Taormina, e dal taorminese è poi fuggita ancora minorenne. In questo contesto il personale della Polizia di Stato di Taormina ha accertato, nel corso di una perquisizione il 14 gennaio 2011, le false generalità attestate da Kharima per partecipare il 5, 6 e 7 settembre 2009 ad un concorso di bellezza, selezione di bellezza per Miss Italia. 

Sempre le verifiche della Polizia di Taormina dimostrarono che Ruby, presentatasi al concorso come ragazza di nazionalità egiziana, non aveva invece alcun rapporto di parentela con Muhammad Hosni Sayyid Mubarak.

”Con questo sistema il processo durerà all’infinito, perché la difesa sta riproponendo questioni già poste su cui voi giudici vi siete già pronunciati”. Così è intervenuto in aula il pm di Milano Antonio Sangermano, nel corso del processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, mentre i legali dell’ex premier Niccolo’ Ghedini e Piero Longo stavano sollevando una delle tante eccezioni che stanno ritardando l’ingresso in aula dei primi testimoni.

In particolare, i difensori dell’ex premier, hanno chiesto ai giudici della IV Sezione Penale di Milano la revoca dell’ordinanza con cui il tribunale aveva ammesso prove e testimoni nella scorsa udienza e poi hanno sollevato la questione che oggi i testi (alcuni operanti di polizia giudiziaria che seguirono le indagini) non possono essere sentiti, perché , hanno spiegato i legali, i periti non hanno ancora trascritto le intercettazioni.

Poco prima il presidente del Collegio Giulia Turri aveva spiegato che dato che i testi ”non possono riferire sulle intercettazioni telefoniche”, adesso si deve dare corso alle deposizioni.

Sono però intervenuti i legali di Berlusconi illustrando a voce lungamente le loro tesi difensive, e a quel punto il pm è intervenuto con decisione dicendo: ”Chiedo che infine si proceda, perché la difesa sta ponendo sempre le stesse questioni”.

Tra le foto sequestrate alle ragazze che sono state ospiti dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad Arcore ce ne sono alcune che mostrano effusioni tra donne e altre dove si vede un letto disfatto e foto di Berlusconi da giovane. Questo è stato riferito dal funzionario di polizia Giorgio Bertoli, ascoltato oggi come teste insieme al collega Ciacci al processo sul cosiddetto caso Ruby.

In alcune foto di quanto è stato acquisito dalla Polizia, si vedono effusioni tra donne, travestimenti da Babbo Natale o da poliziotte con manette, mentre nel pc sequestrato a Barbara Guerra, una delle ragazze che ha frequentato la residenza dell’ex premier, sono state trovate nove foto che mostrano un letto disfatto in una stanza in cui ci sono foto di Berlusconi da giovane.

Le foto contenute nel pc della Guerra sarebbero state scattate il 24 ottobre 2010 alle 4:51 del mattino.

“A parte quelle della Guerra, le altre foto non erano né databili né collocabili”, ha risposto il teste ad una domanda del legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini.

Lo stesso Ghedini, uscendo dall’aula, ha giudicato l’udienza “molto positiva”.

“Se gli elementi di indagine a carico di Berlusconi sono foto di ragazze che si scambiano affettuosità modestissime e se l’unica foto che ha un collegamento con Arcore è la foto di una stanza, speriamo di continuare così”, ha detto il legale dell’ex premier.

Nel processo, l’accusa sostiene che Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con la giovane marocchina Karima el Mahroug, detta Ruby, quando era minorenne, e che abbia cercato illegittimamente di ottenerne il rilascio dalla questura di Milano, dove era stata fermata per furto, con l’obiettivo di occultare la sua relazione con la ragazza.

La prossima udienza è prevista adesso per il 27 gennaio.

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