Vialli e Bachini clienti dell’ex bomber, condannato ieri a 8 anni di carcere. Durissime accuse del padre di Iuliano

Michele Padovano

Sembra destinato ad allargarsi il caso legato a Michele Padovano, l’attaccante ex-Juventus condannato a otto anni e otto mesi di carcere per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio.

La sua è una vicenda drammatica e sconcertante, che sta lasciando attoniti e sgomenti gli sportivi italiani.

Ventiquattro anni e sei mesi per Michele Padovano era stata addirittura la richiesta del pm Antonio Rinaudo nel processo che si sta svolgendo a Torino e in cui l’ex calciatore e il presunto complice sono imputati per associazione per delinquere e traffico di stupefacenti.

Padovano viene adesso chiamato in causa da Alfredo Iuliano, padre di Mark, suo ex compagno bianconero, con altre pesantissime accuse, compresa quella di un coinvolgimento nell’omicidio di Donato Bergamini calciatore del Cosenza morto in circostanze mai chiarite nel 1989.

“Padovano è colpevole, riforniva anche i calciatori della Juventus tra cui mio figlio: altre vittime sicure Vialli e Bachini (squalificato a vita dopo una doppia positività, ndr), che a causa della droga ha visto troncata del tutto la sua carriera – scrive Alfredo Iuliano dalla sua pagine Facebook – Inoltre resta ancora aperta la sua responsabilità sul caso Bergamini”.

“Sono decine i calciatori vittime dello spaccio di Padovano. In questi anni ha tenuto stretti contatti di spaccio anche con qualche giornalista spacciatore cosentino. Padovano è un cancro da estirpare – aggiunge i padre di Iuliano – Padovano era un trovatello cresciuto in un orfanotrofio, spacciava già da ragazzo, Dio gli diede l’opportunità di cambiare, invece porto la sua diabolica inclinazione anche nel calcio. E’ stato devastante. Mio figlio lo stimava anche perchè quando era bambino era il suo idolo nel Cosenza. quando gli fece l’assist in Coppa Campioni e Padovano segnò di testa, Mark toccò il settimo cielo. Il suo affetto era purtroppo mal riposto”.

“Mark è un ragazzo mite e buono, è stato facile abbindolarlo e purtroppo la nostra famiglia è stata segnata per sempre. Adesso ha smesso, è in cura, non si sa mai, la famiglia controlla. Ma Mark è un ragazzo forte e integro. fortunatamente”. conclude il padre dell’ex-difensore della Juventus.

Ricordiamo che nelle fasi iniziali dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Padovano si è parlato in effetti anche di un eventuale coinvolgimento di Vialli mentre Iuliano è stato trovato positivo nel 2008 quando giocava nel Ravenna ad un metabolita della cocaina, la “benzoilecgonina”, venendo sospeso per due anni.

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