Piazza Affari è la peggiore in Europa, negativi anche le altri mercati finanziari. Rendimenti elevati per i titoli

la Borsa di nuovo giù

Chiusura in profondo rosso per Piazza Affari, che ha messo a segno la peggior performance tra gli indici europei: il Ftse Mib ha perso il 3,79% a 14.896 punti.

Seduta pesante per i mercati del Vecchio continente dopo l’invio della nota di Moody’s che ha confermato l’intenzione di rivedere i rating dei Paesi dell’Eurozona e dell’Ue nel primo trimestre 2012, perché il vertice tenuto la scorsa settimana si è chiuso senza “misure decisive”.

L’agenzia di rating boccia il risultato del summit di Bruxelles che ha aperto una profonda frattura tra l’Unione europea e la Gran Bretagna, pur senza esser riuscito ad adottare quelle decisioni che per Moody’s dovevano “stabilizzare i mercati sul breve termine”. E per questo secondo l’agenzia di rating “l’Eurozona, e in misura maggiore l’Ue, restano esposte a nuove scosse e la coesione dell’area euro sotto una minaccia persistente”. Un giudizio condiviso anche da Standard & Poor’s, il cui chief economist ha ribadito che il tempo rimasto ai leader europei per salvare la moneta unica è agli sgoccioli e da Fitch, secondo cui il vertice non è riuscito a offrire una “soluzione complessiva” alla crisi e ciò “ha aumentato la pressione di breve termine” sui rating dei paesi dell’eurozona.

Insomma dopo i giudizi positivi del fine settimana che avevano spinto il rally di Borsa venerdì scorso, sono arrivate le prime lamentele con la paura di “ulteriori shock”. A Milano, il Ftse Mib come detto ha perso il 3,79%: particolarmente colpiti dalle vendite sono i titoli bancari e finanziari: Bper -9,45%, Fonsai -8,96%, Mps -8,83%.

Nel resto d’Europa Francoforte cede l’3,20%, Parigi l’2,36% e Londra lo 1,65%. Pesante in avvio anche Wall Street: il Dow Jones cede l’1,45%. il Nasdaq l’1,38%.

Non accenna a diminuire la tensione sul debito pubblico con lo spread tra Btp e Bund arrivato oltre 465 punti base (per poi ripiegare a quota 450), mentre i titoli di Stato italiani sono arrivati a rendere oltre il 6,69% per poi ripiegare a 6,48. La Banca dei regolamenti internazionali (Bri), però getta acqua sul fuoco e dice che l’Italia è in grado di sostenere il rialzo dei tassi d’interesse sui titoli di Stato per alcuni anni perchè il suo debito ha una scadenza a lungo termine che aiuta a mitigare i rendimenti record: 7 anni in media, contro i 6 di Germania e Portogallo. Secondo la Bri, inoltre, i costi sul debito italiano peseranno per lo 0,95% del Pil nel 2012 se i tassi torneranno al record del 7,48%. Nello scenario peggiore, con una durata di tre anni, i costi sul debito saliranno al 2% del Pil.

Intanto questa mattina il Tesoro ha collocato tutti i sette miliardi di Bot a 12 mesi nell’asta di oggi con rendimenti in calo al 5,952% dal record del 6,087% dell’ultima asta del mese scorso. Ad alimentare le tensioni, però, incidono anche le decisioni della Bce che la settimana scorso ha acquistato titoli di stato sul mercato secondario per 635 milioni di euro, ben al di sotto dei 3,6 miliardi della settimana precedente.

Andamento contrastato stamattina per le Borse asiatiche, che fronteggiano il rischio di un rallentamento dell’economia cinese. A novembre l’export di Pechino è cresciuto solo del 13,8%, il tasso più basso dal 2009. La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dell’1,3%, mentre Shanghai è in discesa dell’1,02%. L’euro è debole nei confronti del dollaro, in calo dell’1,14% a 1,321. In calo anche il petrolio Wti a 97,96 dollari al barile (-1,46%) e il Brent a 108 dollari al barile.

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