Dal 2012 non si voterà più. Mini-aumenti previdenza e sconti su Imu. Oggi faccia a faccia governo-sindacati

Mario Monti

Il governo Monti studia alcuni addolcimenti alla manovra per andare incontro alle richeiste dei partiti: sul tavolo mini aumenti per la previdenza e sconti sull’Imu.

Ma nel maxi-emendamento al decreto salva-Italia che potrebbe essere presentato oggi dovrebbe esserci un’altra grossa novità: l’abolizione delle elezioni provinciali del 2012. Le città interessate sono Genova, La Spezia, Belluno, Ancona, Vicenza, Ragusa e Caltanissetta, la cui legislatura scade la prossima primavera.

Niente stravolgimenti. Stravolgimenti non se ne possono fare, vanno salvaguardati «i saldi» e anche «la struttura»delle riforme, ha sottolineato ieri il presidente del Consiglio Mario Monti da Bruxelles. Ma qualche ritocco sì, quello è possibile.

I punti. L’Esecutivo starebbe valutando i seguenti: scala mobile riconosciuta in una percentuale variabile fra il 75 e il 100% per le pensioni tra 950 e 1400 euro, salvataggio (ma con penalizzazioni) per chi era a sei mesi dal ritiro per anzianità. E poi niente Imu sulla prima casa sotto la soglia di 250 euro al mese.

Contributo solidarietà su pensioni alte e imposta capitali scudati al 3%. Le modifiche significano spese che in un modo o nell’altro dovranno essere recuperate da qualche altra parte. I tecnici del ministero dell’Economia stanno calcolando il gettito di un possibile contributo di solidarietà sulle pensioni più alte e/o su quelle baby. All’esame anche l’abolizione del tetto della minipatrimoniale sui titoli custoditi in banca e l’aumento al 3% dell’imposta sui capitali scudati. Ciò su cui sarebbe disposto a intervenire Monti, comunque, sarebbe ben al di sotto dei 5 miliardi che valgono le modifiche alla manovra chieste dai partiti.

L’incontro con i sindacati. Monti questa sera incontrerà i sindacati. Per domani Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero unitario di tre ore e già ieri sera il segretario della Cgil Susanna Camusso ha smorzato entusiasmi malriposti: «per decidere se revocare o no lo sciopero di domani ci vorrebbero risposte all’altezza delle richieste di equità». Oggi la Camusso ribadisce: «Finora, a parte la premessa condivisibile dei saldi invariati, se l’idea è quella che la struttura della manovra debba rimanere uguale, ci troveremmo di fronte ad un vincolo che renderebbe molto difficile individuare soluzioni. Così
com’è costruita la manovra è insostenibile». Sulla stessa linea anche il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Probabilmente il premier illustrerà ai sindacati i provvedimenti per la crescita, parte di quella seconda parte della manovra finora rimasta in secondo piano rispetto al capitolo “lacrime e sangue”.

Tagliato il 30% degli emendamenti. Intanto la commissione Bilancio della Camera ha giudicato inammissibili il 30% dei 1600 emendamenti presentati alla decreto salva-Italia. Il ricorso al voto di fiducia per la sua approvazione è molto probabile.

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