Ci sono quattro modi per capire se il nostro corpo è predisposto per una longevità che sia sopra la media

la ricerca dell'elisir

Il sogno dell’elisir prima di tutto. Quando si parla di stabilire quante sono le possibilità di un soggetto di vivere un’esistenza lunga e senza malattie ci sono indizi più evidenti di altri.

Tanto per fare un esempio, la maggioranza delle persone punterebbe tutto su chi corre un mezz’oretta al giorno e mangia tante verdure piuttosto che su di un grande fumatore molto in sovrappeso. Eppure ci sono dettagli che non sono affatto facili da individuare che invece possono essere rivelatori. Ecco quindi una lista di alcuni modi inusuali di stabilire la longevità di un soggetto.

1. Ordine di nascita. Non ci sono prove definitive al riguardo, ma diversi studi indicano che i maschi primogeniti quando vengono al mondo sono esposti a livelli più alti di estrogeni e ciò aumenta il rischio di cancro ai testicoli. I fratelli e le sorelle più grandi tra l’altro sembrano essere anche più colpiti dalla leucemia. La causa di questa tendenza potrebbe risiedere nella quantità maggior di tempo passato a contatto con virus e batteri.

2. Lunghezza delle dita. Alcune ricerche hanno confrontato un gruppo di 1.500 uomini con il cancro alla prostata con più di altri 3.000 scelti casualmente. Ignorando la storia familiare e altri fattori, è emerso che i soggetti con più di 60 anni che avevano l’indice più lungo dell’anulare avevano il 33% in meno di possibilità di sviluppare il cancro alla prostata. La stessa caratteristica in individui più giovani comportava un percentuale ancora più bassa di rischio dell’87%.

3. Stretta di mano. Secondo uno studio durato un quarto di secolo su più di 6.000 soggetti dai 45 ai 68 anni, la forza nella stretta di mano è uno dei fattori più indicativi sullo stato di salute in età avanzata. Gli uomini con la stretta più debole soffrivano il doppio degli handicap rispetto a quelli con una mano d’acciaio. Lo stesso parametro è stato messo in relazione alla lunghezza della vita in un altro gruppo di maschi e femmine e anche in questo caso il risultato è stato che una buona stretta “garantisce” un’esistenza più longeva.

4. Perdita di capelli. Studi effettuati dalla Harvard Medical School hanno mostrato come l’alopecia androgenetica, nota semplicemente come calvizie, — soprattutto nella zona della chierica — sia associata a un maggiore rischio di soffrire di malattie del cuore. In particolare gli uomini completamente calvi sulla cima della testa hanno il 36 per cento in più di probabilità di avere problemi cardiaci rispetto a chi invece può vantare una folta chioma.

© Riproduzione Riservata

Commenti