Bologna ko ai suppelementari, i bianconeri accedono ai quarti di Coppa Italia: decide il “piccolo Tardelli”

Claudio Marchisio

Ancora una volta decisivo Claudio Marchisio. E’ il centrocampista della Nazionale il vero uomo in più di questa Juventus: Conte lo sa, lo preserva e quando in difficoltà lo butta nella mischia sperando che il “piccolo Tardelli” gli risolva le situazioni più complicate.

Marchisio di solito risponde presente, come in occasione del primo degli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Bologna: settima perla stagionale del “Principino” (in 13 partite) e Juventus ai quarti della coppa nazionale.

Come nelle aspettative della vigilia, massiccio turnover di Antonio Conte che lascia in panchina tutti i titolari a eccezione della coppia di centrali difensivi (Bonucci-Barzagli) costretta a fare gli straordinari per via della mancanza di ricambi. Davanti ci sono Del Piero – quattro giorni dopo il brutto taglio rimediato contro il Cesena – e Quagliarella, titolare a un anno esatto dall’ultima volta. Sugli esterni spazio a Krasic e Giaccherini, con Pazienza e Marrone in mediana. Titolari anche Storari (“In Coppa Italia è il lui il titolare”, ha detto Conte), Sorensen e De Ceglie.

Il 4-2-4 della Juventus non riconosce più il proprio padrone: Conte inverte spesso le fasce di Krasic e Giaccherini, ma il poco filtro a centrocampo rende inutile anche la grande voglia di fare ben dei due attaccanti davanti al proprio pubblico. L’esterno d’attacco serbo si muove molto, “taglia” alle spalle dei difensori avversari anche con i tempi giusti, ma è disordinato nel fraseggio e nei rientri. La prima occasione da gol arriva abbondantemente dopo la mezz’ora di gioco, e porta la firma bolognese di Vantaggiato: la sua punizione dal limite è ben calciata, ma per battere Storari serve altro. La risposta della Juventus si materializza al 43esimo, ma Quagliarella – favorito da una carambola fra Krasic e Raggi – è fermato dall’uscita disperata di Agliardi.

Rispetto al primo, il secondo tempo è decisamente più emozionante, soprattutto per merito della Juventus. Dopo pochi secondi Krasic si mangia un gol già fatto da pochi passi e pochi minuti più tardi sono Del Piero e Quagliarella a vedersi fermati da un Agliardi in giornata di grazia.

Il capitano della Juventus, alla ricerca ancora del primo gol del nuovo stadio, sfiora il vantaggio due volte a cavallo del quarto d’ora, ma prima il suo sinistro da posizione defilata si perde a lato, quindi la sua conclusione dal limite è deviata in angolo dal bravissimo Agliardi sugli sviluppi di un bel triangolo nello stretto con Quagliarella. Le squadre si allungano e, oltre ad Agliardi – che continua a fare il fenomeno sugli attaccanti della Juve (Quagliarella va fuori per un problema muscolare, dentro al suo posto Estigarribia), mentre dall’altra parte è Storari a salire in cattedra negando il gol a Vantaggiato prima e ad Acquafresca poi.

Quando ormai lo 0-0 sembra il risultato più probabile ci pensa Giaccherini a spezzare l’equilibrio al 90esimo con una cavalcata d’altri tempi conclusa con un destro a incrociare sul palo più lontano da posizione defilata. Sale la tensione, Pulzetti si fa male e deve lasciare il Bologna in dieci per via dei tre cambi già effettuati da Pioli, i giocatori in campo si spazientiscono e nasce una mini-rissa che Peruzzo fatica a sedare anche con i cartellini (Pazienza e Acquafresca). Al 95esimo arriva il gol che manda le squadre ai supplementari: lo segna Raggi, con un colpo di testa “alla Cannavaro” sugli sviluppi di un calcio d’angolo dalla destra.

Quando Conte è in difficoltà quest’anno è solito affidarsi a lui, al centrocampista che al momento vale i più forti colleghi d’Europa. Lo aveva chiamato in causa al 79esimo dopo aver concesso quasi 80 minuti al baby Marrone: Marchisio è però un’altra cosa, è uno che si butta dentro, che attacca lo spazio e che conclude quanto (se non più) di un attaccante.

Da quando viene mandato in campo, il “Principino” ci prova almeno sei volte e, al minuto 102, trova la rete del 2-1 su straordinaria giocata personale, scherzando con Khrin e trovando il diagonale vincente con il mancino da dentro l’area. Agliardi non può nulla, Marchisio può festeggiare il 2-1 bianconero che vale la qualificazione e la settima marcatura stagionale. Su 13 partite. Come un attaccante, anzi meglio di un attaccante: perchè Marchisio – che di professione resta e resterà sempre un centrocampista – è ormai giocatore decisivo.

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