Gli azzurri vincono 2-0 a Villareal e conquistano gli ottavi di Champions. Al Madrigal si canta “Oi vita mia”

Gokhan Inler

Missione compiuta. Il Napoli batte 2-0 il Villareal in Spagna e firma un’impresa straordinaria, conquistando gli ottavi di finale di Champions League.

E’ una vittoria che consegna di diritto la squadra di Mazzarri alla storia.

Sospinti da una marea di tifosi italiani giunti da tutta Europa, Inler e Hamsik affondano il sottomarino e dalle tribune del “Madrigal” si leva forte il coro “Oi vita, oi vita mia”.

Tra le 16 grandi del Vecchio Continente adesso c’è anche il Napoli, insieme a Milan e Inter. E’ un traguardo che finora i partenopei avevano raggiunto solo ai tempi di Maradona, nella Coppa Campioni 1990-91 (eliminati dallo Spartak Mosca). Gli azzurri passano come secondi dietro al Bayern Monaco, in quello che era stato definito il “girone della morte”, eliminando il grande Manchester City dello sceicco Mansour.

E la gioia dei napoletani è doppia, perchè i tedeschi hanno regalato l’ultima partita del girone ai citizens (2-0 con reti di Silva e Tourè), presentandosi in campo con le seconde linee. Il Villareal, invece, non ha fatto sconti e nonostante gli zero punti in classifica ha giocato la propria gara sino all’ultimo istante. Al “Madrigal” non aveva mai vinto nessuna formazione di casa nostra.

Il Villarreal è sceso in campo determinato e senza nessuna intenzione di fare regali, nonostante le assenze dei due gioielli Borja Valero e Giuseppe Rossi. All’inizio è lotta su ogni pallone, si gioca con molta intensità: Zuniga ha la palla buona per sbloccare da un lato, Ruben colpisce il palo esterno dall’altro. L’arbitro, il norvegese Moen, sorvola su un fallo di mano in area del Villarreal e grazia Zapata che strattona Lavezzi lanciato a rete. Si va al riposo si va a reti inviolate.

Ad inizio ripresa De Sanctis è costretto al miracolo su Perez e Campagnaro che rischia un fallo da rigore su Ruben. La tensione sale, Mazzarri si fa espellere per una spinta a Nilmar nel tentativo di recuperare subito il pallone. Dopo il raddoppio del City, il Napoli capisce che è il momento di osare. Un’azione pericolosa di Cavani scioglie definitivamente gli azzurri, che poco dopo trovano il vantaggio con un gran sinistro da fuori di Inler (al primo gol in azzurro) che fa esplodere i tifosi azzurri.

Il Madrigal diventa una bolgia e un miracolo di Diego Lopez nega subito dopo a Lavezzi il raddoppio, ma il portiere del Villarreal non può nulla su Hamsik, che si ritrova il pallone sui piedi sugli sviluppi di un angolo di Lavezzi e può metterlo dentro facile facile: 2-0. Impazziscono i sostenitori azzurri, al Madrigal si sente solo “O’ surdato ‘nnamurato”.

Frustalupi dà spazio nel finale a Dzemaili, Pandev e Grava (fuori Hamsik, Cavani e Zuniga), De Sanctis mette la firma sul successo con un parata da applausi.

Poi il triplice fischio finale e la festa può cominciare: caroselli per le strade di Vila-Real e fuochi d’artificio a Napoli, dove all’aeroporto di Capodichino saranno in migliaia ad attendere il ritorno in Italia della squadra di Walter Mazzarri e del presidente Aurelio De Laurentiis.

Dalla paura al delirio. Il Napoli è agli ottavi di finale di Champions. Nemmeno il “girone della morte” è riuscito a fermare l’impavido cuore immenso del popolo partenopeo. E adesso niente è impossibile.

A febbraio le notti europee avranno il sapore e l’emozione della leggenda: se possibile ancor più di questa storica serata magica del “Madrigal”. E poco cambia se poi al “San Paolo” arriverà il Real Madrid, il Barcellona o l’Apoel.

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