Il capolavoro di Mozart apre la stagione 2011/2012 è tra i consensi per gli attori. In sala Napolitano e Monti

la prima del "Don Giovanni"

Oltre 12 minuti applausi per la prima «tecnica» del presidente Napolitano e del premier Monti. E applausi per il «Don Giovanni» dei colpi di scena. Il Don Giovanni del commendatore sul palco reale (tra il presidente della Repubblica e il premier), del Don Giovanni impunito, del nudo in scena.

Il Don Giovanni del presidente della Repubblica e del Consiglio sul palco insieme (mai successo a memoria). Il Don Giovanni che ha usato come scenografia la Scala stessa, esempio di teatro nel teatro. Il Don Giovanni che ha portato in scena il soprano forse attualmente più celebrato, la russa Anna Netrebko. Applauditi gli interpreti. Applausi a Barbara Frittoli.

Stra-applaudita Anna Netrebko (scontato) sotto una pioggia di fiori, persino con un po’ di ovazioni. Fiori anche per Leporello (Bryn Terfel) e per Don Giovanni (Peter Mattei). Applausi anche per Filianoti e al gruppone di famiglia-Scala (le famiglie, ma…) voluto da Barenboim (ma lo faceva anche Muti).

Persino il regista Carsen (quasi mai il regista viene risparmiato alla prima), è stato accolto da dei «bravo» insistiti, pur con qualche controversia. Applausi a Barenboim, che si prende però anche diversi fischi.

Entusiastici i commenti per una compagnia di canto definita da molti «molto buona», anche se a tratti leggermente sopra le righe, per il semplice motivo che il direttore è stato un po’ lento, o comunque non ha avuto lo stesso ritmo di altre edizioni. Del resto, il Don Giovanni è un’opera mitica ma anche molto difficile. Per la regia qualche piccola perplessità per la prima parte, perplessità che sono state ampiamente superate nel secondo atto. Per il resto una grande edizione, con un unico neo: l’addobbo floreale un po’ funebre (leggi i commenti di politici e vip).

«Ognuno ha il diritto di avere il parere che vuole, ma è inutile venire a teatro per gridare», ha commentato del maestro Daniel Barenboim, al suo debutto come direttore musicale della Scala, ruolo che ha assunto il 1° dicembre. «A Milano – ha detto – io mi sento amato. Sono felice, sento l’affetto e mi sento ammirato». «Milano – ha detto il maestro israelo-argentino – è più vicina a Buenos Aires di qualunque altra città dove sono stato. Si sente l’umore, lo spirito della gente».

Soltanto alcune decine di manifestanti, studenti e lavoratori, hanno manifestato in piazza. Ad assistere alla «prima» numerosi personaggi dello spettacolo e della cultura, da Francesco Saverio Borrelli, ex procuratore di Milano, a Livia Pomodoro, dall’avvocato Cesare Rimini a Valeria Marini, da Barbara Berlusconi con il calciatore Pato al ballerino Roberto Bolle.

«Una prima fondamentale per la città, dobbiamo fare in modo che Milano continui ad essere la capitale della lirica», ha detto entrando il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Ha fatto poi un riferimento alla sobrietà, ripreso anche dal presidente della Regione Formigoni: «Ho lo stesso smoking di dieci anni fa», ha detto. Il neo ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, presente alla Scala, sulle proteste ha commentato: «Il momento è difficile, ma il Paese sta reagendo molto bene, c’è una grande consapevolezza della situazione».

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