Orazio Cocimano, reggente del clan Santapaola, preso in flagranza di reato in un bar del capoluogo etneo

Polizia arresta esponente di Cosa Nostra

Lo hanno preso al bar di piazza Alcalà a Catania dove avrebbe dovuto incassare la “retta mensile” destinata al racket delle estorsioni. Orazio Benedetto Cocimano, 47 anni, il reggente della cosca Ercolano-Santapaola, il coordinatore di tutti i gruppi mafiosi che compongono la famiglia mafiosa di Cosa nostra, il detentore della cassa degli stipendi, il forziere della mafia è in carcere.

Il superboss è caduto nella trappola della sezione criminalità organizzata della Mobile. Quando i poliziotti lo hanno preso era assieme un rappresentante di prodotti edili alquanto reticente con la polizia, sotto estorsione dal 2009, al quale doveva versare somme che variavano dai 2 ai 5 mila euro per la realizzazione di una palazzina.

La carriera criminale di Cocimano è di tutto rispetto: passato da estortore è di lungo corso della famiglia Santapaola ne è divenuto un capo cordata. Nel 1996, il 16 agosto, fu arrestato nella piazza centrale di Gravina di Catania mentre da una cabina telefonica rinnovava la richiesta del pizzo, 200 milioni delle vecchie lire, alla cooperativa di netturbini Dusty. Per quella tentata estorsione fu condannato a un anno e 11 mesi.

Ufficialmente rappresentante di biancheria con specializzazione nella vendita di corredi nuziali, sei mesi dopo fu nuovamente arrestato per lo stesso motivo, estorsione. Poi la scalata nella famiglia mafiosa: il 3 maggio venne arrestato e poi condannato a 5 anni e sei mesi per mafia nell’ambito dell’operazione Orione 3. In passato è stato arrestato anche con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

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