Dopo la debacle di Firenze, Roma in piena crisi e ora Luis Enrique rischia: fatale la panchina del “pupone”?

Luis Enrique

Totti va in panchina, la Roma dei giovani affonda a Firenze con tre gol sul “groppone” e altrettanti espulsi, e Luis Enrique ora vede l’esonero da vicino.

Sette giorni fa si discuteva del pugno (o schiaffo che sia) rifilato da Osvaldo a Lamela, ma evidentemente la sospensione dell’attaccante italo-argentino non ha risolto alcun problema.

Anzi, l’atteggiamento da “sergente di ferro” di Luis Enrique alla lunga potrebbe rivelarsi controproducente, soprattutto se la seconda decisione clou della settimana è quella di lasciare “l’intoccabile” capitano Totti in panchina per tutti i 90 minuti del Franchi, con la Roma che si scioglie sotto gli occhi di un capitano impotente.

Juan sotto la doccia dopo appena 15 minuti, mentre Gago nella ripresa ci mette 14 minuti per rimediare due gialli. Bojan para sulla linea il tiro di Nastasic e riceve il primo cartellino rosso di tutta la sua carriera da professionista.

Una debacle caratteriale, più che dal punto di vista del gioco, e torna subito il ritornello dei “nostalgici” secondo i quali è proprio in un momento così che si sente la necessità di un leader come Francesco Totti, soprattutto se la mente di De Rossi è appesa tra un possibile rinnovo di contratto e una più probabile esperienza all’estero.

All’orizzonte la partita migliore, o la peggiore, a seconda dei punti di vista: perché lunedì 12 dicembre all’Olimpico c’è Roma-Juventus. Una vittoria in una sfida così potrebbe rivitalizzare in un attimo l’ambiente giallorosso, ma una sconfitta potrebbe rivelarsi fatale per Luis Enrique e il suo grande progetto italiano.

L’allenatore spagnolo è un uomo solo al comando. Il suo destino a Roma si deciderà in 90 minuti e in una sfida contro la più “odiata” rivale dei giallorossi: la Juve capolista. Non è una missione impossibile ma quasi.

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