L’Italia sempre più in una spirale di autodistruzione. Dal Cavaliere screditato a Monti, garante di altri ricatti

proteste contro l'imperialismo finanziario

L’imperialismo finanziario, con la propaganda ideologico/mediatica spinge popoli e persone ad accettare e subire sciagure crescenti; con la forza dei Capitali, delle armi (guerre e repressioni ) e dei ricatti, impone al mondo processi disumani, distruttivi, ingiusti, aberranti, spacciati come ”naturali ed assoluti”. Serve allora coraggio, coscienza critica ed organizzazione popolare per uscire da questa spirale perversa. Le alternative esistono e sono già praticate con successo in varie parti del mondo, bisogna conoscerle e lottare per conquistarle.

I grandi mass-media – al servizio dell’imperialismo finanziario e delle sue nefandezze crescenti – ci vogliono convincere che non esistono alternative praticabili ai disastri che subiamo, spacciati per “inevitabili, naturali, assoluti e permanenti”.

Ma le alternative vincenti esistono già in varie parti del mondo, bisogna solo conoscerle e lottare per conquistarle. Ne sono coscienti milioni di persone che non osano praticarle perché, mentre l’imperialismo finanziario dispone di potenti strumenti di consenso, di repressione e di sterminio, i popoli non hanno strumenti adeguati per contrastarlo e sconfiggerlo. Vi è mancanza di strumenti politico-ideologici (teoria politica, partiti-guida, istituzioni rappresentative,ecc.), legislativi, operativi (capitali,armi, mass-media, ecc.), culturali (formazione e coscienza collettiva critica).

Il dogmatismo cattolico, la propaganda mediatica, il leaderismo, l’individualismo, il consumismo esasperato, la delega in bianco, la truffa elettorale e monetaria, sono altrettanti fattori che generano sudditanza, servilismo, arrivismo personale, corruzione e rassegnazione. Fattori storici ben consolidati nel nostro Paese, succube degli USA, del sionismo e del Vaticano, che reclamizza – di volta in volta e strumentalmente – leader carismatici, virtuali e salvifici: Mussolini, Craxi, Berlusconi, Monti… e così via mistificando. Pedine coscienti dell’imperialismo dal quale ricevono visibilità, successo e privilegi personali.

L’ultimo della serie è Mario Monti – mitizzato dai mass-media e da tutti i partiti italiani- chiamato a “salvare l’Italia”, cioè la speculazione finanziaria dell’imperialismo FMI/BCE/UE + Nato e Vaticano, a tutto danno dei ceti produttivi, dei pensionati, degli studenti, delle donne, degli immigrati.

Il paradosso – solo apparente – è che molti di queste vittime ne salutano l’arrivo, come “svolta” al berlusconismo. In realtà un uomo dell’elite finanziaria, militare e clericale internazionale, ne sostituisce un altro (Berlusconi), ormai leader screditato di una “italietta” corrotta, immorale ed inaffidabile per l’imperialismo finanziario in “doppio petto”. Monti garantisce molto meglio i ricatti della Fiat, della confindustria e dei parassiti di ogni risma.

Un leader che non ha neppure fermato la crisi delle Borse e degli Stati privi di sovranità monetaria; che ci promette solo “manovre ad oltranza” per inseguire un pareggio debito/PIL di fatto impossibile e fuorviante. E’ gravissimo che il presidente Napolitano abbia diretto questo golpe istituzionale e monetario mondiale.

La lotta contro il governo Monti è allora anzitutto lotta da condurre sul piano ideologico-mediatico demisti-ficando gli slogan del terrorismo istituzionale pilotati dal “neoliberismo mondiale e nazionale” e affrancando l’Italia dalla Nato, dal mito degli USA e di Obama, dal potere opprimente del Vaticano e del Papa.

Deve essere lotta per la conquista della sovranità nazionale e popolare, della sovranità monetaria , con la nazionalizzazione delle Banche e il rilancio dei diritti costituzionali e civili dei ceti produttivi, con la proprietà collettiva delle Industrie, dei Beni comuni e dei servizi pubblici essenziali (acqua, energia, comunicazioni, trasporti, salute, lavoro,formazione, ecc.).

Lotta contro la truffa elettorale maggioritaria; contro la truffa del “debito pubblico”; contro la dittatura UE delle banche (che non è l’Europa dei popoli, ma la sua negazione); contro i ricatti del padronato, dei monopoli, degli speculatori, dei parassiti e delle mafie. Bisogna anche studiare e demistificare i meccanismi perversi dell’imperialismo finanziario e della moneta.

Il fatto che 5-6 leader mediatici screditati – con i loro seguaci asserviti – siano parte di questo disegno criminale esponenziale, non deve spaventarci: i referendum popolari, le elezioni comunali di Napoli e Milano, le manifestazioni popolari di questi mesi ci dicono che il Paese reale può sconfiggerli. I soggetti antagonisti sono molti e qualificati, anche se censurati dai grandi mass-media e non ancora uniti o ben guidati. Ma i misfatti dell’imperialismo ne determineranno la coesione cosciente, fino alla vittoria.

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