I due deputati Pdl in arresto con l’accusa di esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Fideiussioni nel mirino

Roberto Corona

Frode, esercizio abusivo dell’attività finanziaria. E scatta il blitz. Sono coinvolti due parlamentari pidiellini dell’Ars. In carcere è finito il deputato Roberto Corona, mentre ai domiciliari è il collega Fabio Mancuso.

I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria con la collaborazione dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania – coordinati dai magistrati del Gruppo Reati contro l’Economia della Procura della Repubblica di Roma – hanno eseguito sei misure cautelari e diverse perquisizioni a Roma, Messina e Catania, emesse dal Giudice per le indagini preliminari, Maddalena Cipriani, “nei confronti di appartenenti ad un sodalizio criminale, prevalentemente dedito all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria”. Le indagini sono scattate dopo alcuni controlli su società finanziaria romana che si occupa del rilascio di fidejussioni.

Nel corso dell’attività di indagine è emerso secondo gli inquirenti che il rappresentante legale della società- un noto imprenditore – attraverso l’abusiva emissione di polizze fideiussorie, avrebbe raccolto ingenti somme, successivamente destinate ad investimenti economici ed immobiliari, compiendo atti di distrazione fraudolenta a danno della stessa società, andata fallita. Le ulteriori investigazioni hanno permesso di accertare come lo stresso imprenditore avesse poi replicato il medesimo schema criminoso, attraverso l’apertura di una filiale romana di un confidi siciliano, con cui aveva stabilito una collaborazione d’affari.

Tale collaborazione – secondo gli investigatori – avrebbe visto tra gli altri il coinvolgimento dei due deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana, nonché di un altro imprenditore romano che avrebbe messo a disposizione degli indagati una serie di società in Italia e all’estero, intestate anche a prestanome, utilizzate per l’investimento dei proventi illeciti in operazioni immobiliari di rilevante importo. Tutte le compravendite di immobili, spesso effettuate in modo fraudolento nei confronti del venditore, sarebbero state effettuate con il contributo di un notaio romano.

“In esito agli accertamenti svolti, è stata quantificata l’emissione abusiva – nel periodo dal marzo 2008 a settembre 2010 – di oltre 4.100 polizze fideiussorie, per un capitale garantito pari a circa 500 milioni di euro e l’incasso di premi per oltre 14 milioni di euro”.

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