Incontro tra gli amministratori e i residenti, eppure la preoccupazione resta tangibile: la gente vuole certezze

che acqua dai rubinetti?

Residenti e Amministrazione comunale a confronto nelle scorse ore a Trappitello. Un incontro si è infatti tenuto nella popolosa frazione per fare il punto della situazione sulla questione dei pozzi di contrada Santa Filumena che da tempo ormai è interessato da problemi che mettono a rischio la potabilità dell’acqua nelle abitazioni di Trappitello.

“L’acqua che arriva nelle abitazioni della frazione di Trappitello è potabile”, questa la posizione del Comune, al termine del summit al quale ha preso parte il sindaco Mauro Passalacqua e gli assessori della Giunta. Le infiltrazioni di fango e l’acqua a rischio sono diventati il tema all’ordine del giorno a Trappitello.

”Effettueremo – ha detto il primo cittadino – una campagna di informazione che indicherà il risultato delle analisi dell’Asp competente, che ci ha dato rassicurazioni sulla bontà del prezioso liquido. Cercheremo di sopperire ad una mancanza di notizie concrete, che è stata lamentata, con apposita cartellonistica”. Presente all’iniziativa anche il liquidatore Asm, Cesare Tajana, che è responsabile della manutenzione dell’acquedotto e anche nei giorni passati ha ipotizzato la possibile realizzazione di un nuovo pozzo che attinga da una nuova falda.

Sulla questione sono intervenuti con una nota i consiglieri comunali dell’Udc, che chiedono di sapere “con riscontri certi” il “perché ormai da oltre venti giorni, dai rubinetti delle case dei taorminesi sgorga acqua di colore giallastro”. Enzo Scibilia, Eligio Giardina, e Antonio D’Aveni affermano che “le rassicurazioni non bastano se non ci sono certezze in tal senso”.

“Il sindaco – dichiarano i consiglieri ha affermato che si sta ricercando il motivo di tale fenomeno. Nel frattempo, corre con insistenza voce che l’acqua che esce dai rubinetti dei taorminesi sia inquinata. Il sindaco ha dichiarato che si sta analizzando l’acqua ma le settimane passano ed il silenzio urla. Taormina vuole sapere quale e’ l’esatto risultato delle analisi effettuate, se è possibile utilizzare tranquillamente l’acqua dei rubinetti e cosa si sta facendo per risolvere il problema”. I centristi auspicano che la discussione non si fermi, insomma, alla riunione tenutasi martedì sera e chiede che “l’Amministrazione renda partecipe la cittadinanza degli sviluppi di un problema così importante”.

Anche il consigliere del Fli, Tanino Carella sollecita “certezze per i residenti di Trappitello”: “è una questione sulla quale i cittadini devono potere avere la più assoluta sicurezza di poter bere acqua potabile”. Sin qui Comune si è mosso nell’ottica di interventi finalizzati ad individuare le infiltrazioni di fango nelle falde acquifere e sono stati effettuati sondaggi e rilievi mediante elettrodi.

Nelle più recenti giornate di pioggia il fango sarebbe stato individuato nelle parti ad altezza più elevata della falda. La zona più bassa sarebbe, invece, limpida. Alla luce della relazione dei tecnici è stata così presa in considerazione anche la possibilità di attivare un nuovo pozzo o anche di filtrare il prezioso liquido con speciali apparecchiature.

Nell’ambito delle verifiche è stata raggiunta la volta lavica della falda acquifera. In tempi recenti sembra ormai esser diventato un rituale quello del fango nei pozzi e la puntuale discesa degli addetti ai lavori dell’Asm nelle enormi vasche di raccolta, per ripulire le pompe di sollevamento.

I residenti di Trappitello, sperano di poter mandare al più presto in archivio l’apprensione, ben comprensibile, su questo fondamentale servizio che interessa oltre alla case anche le numerose attività commerciali dislocate sul territorio. E’ evidente che una questione così spinosa non la si può sottovalutare.  

L’incertezza sulla natura del fenomeno e la frequenza del disservizio generano un disagio, che nasce nelle giornate ovviamente di maltempo, e prosegue nei momenti successivi. Le piogge potrebbero far tornare l’emergenza e ciò, in assenza di rimedio, rischia di ripetersi.

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