Il Rapporto 2011: famiglie deboli, giovani sempre su internet. Solo per gli immigrati è ancora il Bel Paese

giovani al computer

L’Italia è un Paese “sospeso”, isolato, sempre più ostaggio dei poteri finanziari, mentre la famiglia scricchiola e cresce il disinteresse delle regole.

I giovani non si informano, passano il tempo su Facebook: solo per gli immigrati che vivono nel nostro Paese, l’Italia del futuro sarà più coesa e benestante, a dispetto della crisi economica.

È l’analisi impietosa e preoccupante del Censis nel rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese, secondo cui “nel picco della crisi 2008-2009 avevamo dimostrato una tenuta superiore a tutti gli altri, guadagnandoci una ‘good reputation’ internazionale.

Ma ora siamo fragili a causa di una crisi che viene dal non governo della finanza globalizzata e che si esprime sul piano interno con un sentimento di stanchezza collettiva e di inerte fatalismo rispetto al problema del debito pubblico”. In generale, sottolinea il Censis, cresce l’idea di responsabilità collettiva e la richiesta di una classe dirigente onesta in privato e in pubblico.

Con il profondo cambiamento delle tipologie familiari, in Italia nell’ultimo decennio sono nati nuovi format relazionali, delle ‘reti’ che in qualche modo suppliscono alla famiglia e tengono insieme la società italiana.

Inoltre nella società si afferma con sempre maggiore prepotenza la supremazia dell’ego e la convinzione che le regole, anche quelle scritte, siano relative. Ne deriva una crescente litigiosità, che si manifesta in tutti i livelli della società, dalla famiglia (aumento di separazioni e divorzi), al condominio (le aule dei tribunali sono intasate dalle controversie civili e penali tra condomini), alle manifestazioni di piazza (quelle con disordini sono cresciute in un anno del 53,5%).

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