Non ci fu violenza sessuale aggravata: resta irrisolto il caso del 13enne ucciso a Barrafranca nel dicembre 2005

Francesco Ferreri

La Cassazione ha confermato le assoluzioni di Giuseppe Faraci – unico a essere accusato del delitto di Francesco Ferreri, il tredicenne di Barrafranca ucciso il 16 dicembre 2005 – Antonio Lo Bue, Calogero Mancuso e Salvatore Randazzo, che rispondevano di violenza sessuale aggravata.

In primo grado la Corte d’assise nissena aveva condannato Faraci all’ergastolo; mentre aveva assolto dall’accusa di concorso in omicidio Lo Bue, Mancuso e Randazzo, assolti anche dall’accusa di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico, ma condannati per violenza sessuale su minori non identificati.

Sulla decisione dei giudici di secondo grado, ha pesato la mancanza di riscontri alle dichiarazioni del giovane testimone, un coetaneo della vittima, e le numerose incongruenze nel suo racconto. La Procura generale nissena aveva impugnato la decisione dinanzi alla Cassazione, che si è pronunciata oggi, dopo ben due rinvii, dichiarando inammissibile il ricorso.

La sera in cui era scomparso, Francesco era uscito di casa senza giubbotto e lasciando anche il cellulare dal quale non si separava mai, come se dovesse allontanarsi solo per pochi minuti. Il suo corpo era stato trovato due giorni dopo in una strada che conduce alla diga Olivo. Sul corpo, colpito da 17 colpi di chiave inglese alla testa non furono trovati segni di violenza sessuale

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