Nel 2012 una possibile manovra da 20 miliardi di euro. Le donne anticipano a 63 anni già a partire dal 2020 

pensioni sempre più lontane

Potrebbe valere 20 miliardi di euro la manovra che il governo si appresta a varare per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Secondo quanto si apprende da tecnici al lavoro in questi giorni sui conti, con l’ipotesi di un calo del Pil dello 0,5% servirebbe una correzione di 20 miliardi comprensiva di 4 miliardi della delega fiscale. Tra le misure al vaglio c’è anche il blocco totale del recupero dell’inflazione per le pensioni per tutto il 2012.

L’intervento sulle pensioni, secondo quanto si apprende da tecnici che stanno lavorando alla manovra, varrebbe 5-6 miliardi compreso il blocco della perequazione già previsto per le pensioni più alte.

Ipotesi innalzamento età contributiva. Potrebbe aumentare la soglia minima dei 40 anni di contributi necessari ora per la pensione di anzianità indipendentemente dall’età anagrafica. Secondo quanto si apprende tra le ipotesi allo studio del governo c’è un innalzamento tra i 41 e i 43 anni di contributi per uscire dal lavoro a qualsiasi età.

Conti pubblici,nasce ente controllo. Nasce un “Organismo indipendente” di controllo dei conti pubblici. Lo prevede il nuovo testo di riforma dell’articolo 81 della Costituzione, che introduce il pareggio di Bilancio nella Carta fondamentale. Il testo e’ stato licenziato dal comitato ristretto ed ora è all’esame dell’Aula della Camera.

Media: “Bce potrebbe prestare soldi all’Italia”. Finanziamenti della Banca centrale europea, tramite il Fondo monetario internazionale, per aiutare Italia e Spagna. E’ l’ipotesi allo studio dei ministri finanziari europei – stando alle indiscrezioni di Bloomberg – che darebbe la possibilità di erogare prestiti ai Paesi in difficoltà utilizzando l’Fmi senza violare così il divieto per Francoforte di finanziare in via diretta i governi.

Donne in pensione a 65 anni entro il 2020. Si stringono i tempi per l’aumento dell’età per la pensione di vecchiaia delle donne nel settore privato. Secondo quanto si apprende i tecnici del governo starebbero studiando un percorso accelerato rispetto a quello attuale (parte nel 2014 per arrivare a 65 anni nel 2026). Secondo le ipotesi allo studio l’adeguamento all’età già prevista per gli uomini e per le donne del settore pubblico (65 anni a partire dal 2012) dovrebbe partire l’anno prossimo per concludersi nel 2016 o, al massimo, nel 2020.

Aumento dell’aliquota contributiva per autonomi. Tra le ipotesi allo studio c’è anche l’aumento delle aliquote per i lavoratori autonomi. Al momento commercianti e artigiani pagano un’aliquota contributiva del 20-21%, inferiore di molto a quella dei lavoratori dipendenti (33%). Tra le ipotesi c’è l’innalzamento di due punti percentuali dell’aliquota con un aumento di entrate per l’Inps calcolabile per il 2012 in circa 1,2 miliardi di euro.

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