Le previsioni per il nuovo anno: Pil in calo e aumento della disoccupazione. Intanto Monti prepara le “misure”

Mario Monti

L’Ocse prevede che l’Italia sarà in recessione nel 2012, con un Pil in calo dello 0,5%, e chiede al nuovo governo Monti di «applicare pienamente» le misure di emergenza varate dal precedente esecutivo per portare il bilancio in pareggio nel 2013, oltre ad avviare subito, in contemporanea, «importanti riforme strutturali per favorire la crescita».

«La stretta di bilancio – si legge nell’Economic Outlook dell’Ocse – combinata con un rallentamento della domanda globale e con una debole competitività, peserà sulla crescita a breve termine, ma è necessaria per assicurare progressi alla sostenibilità di bilancio»

L’Ocse rivede al ribasso le sue stime sulla crescita del Pil italiano, che nel 2011 si attesterà a +0,7%, contro il +1,1% stimato a primavera e nel 2012 subirà una contrazione di mezzo punto percentuale, contro un iniziale +1,6%.

Anche se l’austerità di bilancio, combinata ad altri fattori negativi tenderà a frenare una economia già debole, in Italia “è necessario assicurare il compimento di progressi verso la sostenibilità dei conti pubblici”, ha affermato l’Ocse.

Per il 2013 l’Ocse prevede una ripresa a +0,5%. Per quanto riguarda i conti pubblici l’istituto parigino stima un deficit al 3,6% del Pil nel 2011, migliore del 3,9% previsto a maggio e all’1,6% nel 2012, migliore dell’iniziale 2,6%.

Sempre per il 2013 prevede un deficit praticamente in pareggio, allo 0,1% del Pil. Per quanto riguarda il debito, l’Ocse lo stima al 127,7% del Pil nel 2011, contro una previsione del 129% a maggio e al 128,1% nel 2012, in rialzo rispetto al 126,8% di questa primavera.

La disoccupazione «crescerà», attestandosi all’8,1% nel 2011, per salire all’8,3% nel 2012 e all’8,6% nel 2013, mentre la crescita dei salari «sarà moderata». Anche l’inflazione «sarà moderata, dopo l’assorbimento dell’impatto dell’aumento dell’Iva». Alla fine del 2011 si conterà che i prezzi saliranno al 2,7% dall’1,6% del 2010, per poi scendere all’1,7% nel 2012 e all’1,1% nel 2013.

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