Sarà il Tar di Catania il 6 dicembre prossimo a decidere se Isola Bella continuerà ad essere gestita dal Cutgana o se dovrà invece essere accolto il ricorso della Provincia di Messina contro l’ente al quale l’Assessorato al Territorio ed Ambiente ha affidato la Riserva Naturale lo scorso aprile.

E’ fissato, dunque, per l’inizio del prossimo mese l’appuntamento in tribunale che di fatto rappresenterà uno spartiacque per il futuro immediato dell’oasi taorminese, il cui destino resta ancora una volta caratterizzato da una situazione di incertezza e conflittualità.

“Spettatore” interessato è, per forza di cose, il Comune sin qui confinato ai margini di decisioni che in verità dovrebbero legittimamente riguardare da vicino la città. La Provincia punta all’annullamento del decreto del 26 aprile 2011, con il quale il dirigente generale del Dipartimento Regionale dell’Ambiente approvò la convenzione tra l’assessorato e il Cutgana.

Negli atti depositati al Tar, la Provincia ha inteso ricordare che in data 13 aprile, Palazzo dei Leoni aveva inoltre richiesto allo stesso assessorato, senza esito, la sospensione del procedimento e la predisposizione di avviso pubblico per l’affidamento di Isolabella.

Nella contesa legale si è inserita anche l’Ecosezione di Messina di “Movimento Azzurro”, presieduto dal dott. Giuseppe Pracanica, assistito dagli avv.ti Giovanni Monforte ed Annamaria Gravina, che nelle scorse ore ha ufficializzato il proprio avvenuto “intervento, ad adiuvandum, nel ricorso presentato dall’avv. Marcello Scurria al Tar per conto della Provincia di Messina, contro l’Assessorato Territorio ed Ambiente e nei confronti del Centro universitario per la tutela e la gestione degli ambienti naturali e degli agro ecosistemi (Cutgana) e l’Università degli studi di Catania”.

La richiesta formulata dalla Provincia è quella di annullamento, previa sospensione, dell’aggiudica-zione al Cutgana, ed è uno scontro che sembra poi, quasi certamente, destinato a protrarsi sino anche al Cga di Palermo.

Sotto accusa l’affidamento diretto della gestione: “In particolare – spiega il Movimento Azzurro – si lamenta la violazione dei principi comunitari in materia di concorrenza, recepiti con dall’art.2 del Codice degli appalti, in connessione con la previsione di cui all’art. 20 della L.R. 14/1988. Infatti le modalità di affidamento avrebbero comunque dovuto garantire, innanzitutto, il rispetto del principio di concorrenzialità e, conseguentemente, di quelli, di derivazione comunitaria, di “economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità”.

Il verdetto potrebbe arrivare prima di fine anno. Il ricorso dovrebbe essere discusso davanti alla III sezione del Tar di Catania martedì 6 dicembre.

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